Sangue, violenza domestica (Immagine di repertorio)
in foto: Sangue, violenza domestica (Immagine di repertorio)

Un uomo ha rischiato di morire dissanguato, preso a coltellate da sua nipote. Tragedia sfiorata in un'abitazione di Zagarolo, località Valle Martella, in provincia di Roma, dove dopo le 22 di ieri sera, giovedì 16 maggio, è intervenuta un'ambulanza a sirene spiegate. Accusata di tentato omicidio una donna di 37 anni, già conosciuta dalle forze dell'ordine, con precedenti per droga, che è stata arrestata dai carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Frascati del tenente Paolo Cristinziano. La vittima, suo zio, è un 51enne del posto. Secondo le informazioni apprese al momento dei fatti la nipote si trovava a casa sua occasionalmente, ma non abitava con lui e tra i due è nata una lite accesa scaturita per banali motivi che è poi degenerata, a tal punto che sarebbe potuta finire in un dramma.

Nipote accoltella suo zio

La donna, andata su tutte le furie, ha aggredito suo zio: ha perso il controllo e, improvvisamente, afferrando un coltello da cucina, lo ha colpito diverse volte in vari punti del corpo. A dare l'allarme sono stati i vicini di casa, spaventati dalle urla fortissime che provenivano dall'abitazione. La donna poi, dopo aver ferito lo zio, è uscita di corsa fuori dalla porta di casa e si è nascosta in un appartamento, dove i vicini di casa si sono preoccupati chiedendole fosse accaduto vedendola con le mani ricoperte di sangue. Sul posto, ricevuta la chiamata d'emergenza, è intervenuto il personale sanitario del 118 che ha soccorso la vittima, cercando di fermare al più presto le emorragie, per poi trasferirla d'urgenza all'ospedale di Tor Vergata.

Arrestata per tentato omicidio

Poco dopo l'arrivo dei paramedici sono giunti anche i militari, il paziente era sdraiato sulla barella, mentre in casa c'era sangue ovunque. Trovata la donna, per lei sono scattate le manette con l'accusa di tentato omicidio ed è stata portata nel carcere di Rebibbia, dove si trova a disposizione dell'autorità giudiziaria. Arrivato nel nosocomio romano, i medici hanno trovato sul corpo del 51enne ferite d'arma da taglio sul volo, sul torace e sugli arti superiori. La lama infatti, ha reciso una vena importante del braccio, facendo fuoriuscire una grande quantità di sangue. L'uomo ha ricevuto le cure necessarie al caso ed è stato dimesso con 20 giorni di prognosi, tuttavia nei prossimi giorni dovrà essere operato.