È iniziato il processo a un uomo, accusato di aver abusato della figlia minore di una badante, costringendola ad avere rapporti sessuali orali e a subire continui palpeggiamenti, riuscendo a scappare in diverse occasioni ad approcci più violenti. Il presunto pedofilo è un anziano di 80 anni, finito a giudizio di fronte il tribunale di Viterbo. Le violenze si sarebbero consumate tra il settembre del 2008 e il febbraio del 2009 quando la madre della ragazzina era stata costretta a tornare nel paese di provenienza per delle incombenze, ma la drammatica vicenda è venuta alla luce solo cinque anni dopo, quando la ragazzina ormai 15enne tentò di togliersi la vita, adducendo come ragione della sua sofferenza proprio quelle violenze di cui non aveva mai fatto parola con nessuno.

A fare da innesco al tentativo di suicidio dell'adolescente una telefonata dell'uomo che le prometteva che presto si sarebbero rivisti. Rinviato a giudizio lo scorso anno con l'accusa di violenza sessuale su minore, l'anziano ora affronterà l'aula di tribunale, mentre la minore è stata affidata a una casa famiglia e il sindaco di Viterbo nominato suo tutore.