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Con un decreto firmato a fine 2018 dal ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, l'aeroporto di Ciampino, il secondo scalo di Roma e il principale scalo servito dalla compagnia low cost Ryanair, avrebbe dovuto bloccare i voli notturni (dalle 23 alle 6 del mattino) e ridurre i voli di linea giornalieri, che avrebbero dovuto passare da 100 a 65 dal prossimo mese di ottobre. L'obiettivo era quello di limitare l'inquinamento, in particolare anche quello acustico, dell'aeroporto. Su richiesta di Ryanair il Tar del Lazio nelle scorse ore ha fermato sia il blocco dei voli notturni, che la riduzione dei voli giornalieri. Le udienze definitive sono state fissate a gennaio 2020, quindi, fino ad allora, per Ciampino non cambierà nulla.

"In questo modo, forse, di rientro del traffico aereo di Ciampino nei limiti di legge se ne riparlerà a fine 2020 o addirittura nel 2021, cancellando fino ad allora ogni diritto dei cittadini di Ciampino, Roma e Marino alla tutela della salute ed al rispetto delle norme di legge", spiega il una nota il Comitato per la riduzione dell'impatto ambientale dell'Aeroporto di ciampino. I due interventi bloccati, si legge ancora nella nota, "costituivano la spina dorsale del decreto ministeriale per riportare la legalità nell’aeroporto. A nulla è valso il ricorso della Presidenza del Consiglio e del Ministero dell’Ambiente alla superiore sede del Consiglio di Stato che, a fine giugno, se ne è lavato le mani, rimandando il tutto alla futura sentenza del TAR del gennaio 2020". Nelle motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato, che ha rinviato la decisione al Tar, viene citata la necessità di tutelare i viaggiatori che hanno comprato già i biglietti Ryanair."Questa è l’ennesima beffa contro i cittadini in questa vicenda miserabile dell’aeroporto di Ciampino che si trascina dal 1999″, commenta ancora il comitato.