Grandi manovre nella città di Roma per la nomina del nuovo vicario di papa Francesco, cioè il vescovo che sostituisce in tutto e per tutto il pontefice nella guida della diocesi capitolina. Il Papa, infatti, in quanto successore di San Pietro detiene formalmente il titolo di vescovo di Roma. Agostino Vallini, attuale vicario, ha superato il limite dei 75 anni da quasi un anno e mezzo, ma, grazie ad una proroga, resterà in carica almeno fino alla fine del Giubileo della Misericordia, prevista per il prossimo 8 dicembre.

Che la sostituzione potrebbe arrivare presto lo si evince dal fatto che, negli scorsi giorni, lo stesso Vallini si è premurato di assegnare un nuovo incarico di prestigio al suo segretario particolare, monsignor Nicola Filippi. Il sacerdote è, infatti, diventato il nuovo parroco di san Roberto Bellarmino, la chiesa ai Parioli di cui era titolare il cardinale Jorge Mario Bergoglio prima di essere eletto Papa. Filippi sostituisce monsignor Gianfranco Ruzza, nominato vescovo ausiliare di Roma negli scorsi mesi e resterà segretario di Vallini finchè questi sarà in carica. Doppio incarico, dunque, con paracadute assicurato quando il successore del cardinale sceglierà un nuovo collaboratore.

La decisione di Vallini riapre il toto-nomi per il futuro vicario. Il nome in pole position, ancora una volta, è quello del noto teologo don Bruno Forte, ritenuto appartenente all’ala progressista e considerato molto vicino al Papa, che lo volle quale segretario dei due Sinodi straordinari sulla Famiglia nel 2014 e nel 20156. Forte, attualmente vescovo della diocesi di Chieti – Vasto era stato dato per vicinissimo all’arcidiocesi di Palermo, finchè Bergoglio, a sorpresa, non aveva scelto per quell’incarico un semplice parroco, monsignor Corrado Lorefice.

Un altro nome che si fa con insistenza è quello di monsignor Giancarlo Bregantini, vescovo di Campobasso – Bojano, divenuto famoso negli scorsi anni per le sue durissime prese di posizioni contro la ‘ndrangheta calabrese, quando era vescovo nella Locride. Curiosamente, però, Bregantini, anche lui molto stimato dal Papa, viene associato all’ala più tradizionalista dell’episcopato. Tra i vescovi di cui gira il nome, anche quello del titolare della diocesi di Albano, monsignor Marcello Semeraro. Definitivamente tramontata l’ipotesi che l’incarico vada ad un altro nome che girava molto negli ambienti vaticani fino ad un anno fa: quello dell’ex vescovo ausiliare di Vallini, monsignor Matteo Maria Zuppi. A sorpresa, infatti, papa Francesco lo ha nominato arcivescovo di Bologna, incarico che non è destinato a lasciare a breve.

In ogni caso, tutti gli osservatori vaticani sanno che con papa Francesco i pronostici servono a poco. Quasi tutte le più recenti nomine vescovili in Italia sono state delle vere e proprie sorprese, con il Papa che ha prediletto semplici parroci anche per sedi di un certo rilievo. Inoltre, c’è chi sostiene che monsignor Vallini, in questa situazione di incertezza, potrebbe ottenere una ulteriore proroga e reggere, quindi, il vicariato, per un altro paio di anni. Con Bergoglio si sa, nulla è scontato.