Ci sono strade bellissime nel mondo, che solo a percorrerle danno l'impressione di essere catapultati in un'altra epoca. Sono quelle vie, spesso nate centinaia di anni fa, che ancora presentano i segni delle civiltà antiche che l'hanno attraversate e che hanno vissuto in quei borghi. E per questo sono speciali e diventano meta di turisti da ogni parte del mondo. Via dei Coronari a Roma è una di queste. Non a caso è stata inserita nella classifica delle dieci strade più belle del mondo dalla rivista di architettura ‘Architectural Digest': un traguardo importante per la capitale, che di strade suggestive ne ha in effetti moltissimi. Ma cos'è che rende via dei Coronari così speciale?

L'origine del nome di via dei Coronari

Lunga appena 500 metri, via dei Coronari parte da via del Curato e termina a via di Sant'Agostino nel rione Ponte. Deve il suo nome ai venditori di corone religiosi, i cosiddetti ‘coronari', che affollavano la via ricca di pellegrini che andavano verso San Pietro. Anche conosciuta come la via Recta per via del suo andamento regolare, la sua origine risale al Medioevo. Un tempo era ricca di bottegai che vendevano oggetti sacri: i negozi sono rimasti, ma nelle vetrine – al posto dei rosari fatti a mano e delle icone – sempre più spesso si trovano boutique o souvenir per i turisti. Nonostante questo, via dei Coronari non ha perso il suo antico fascino.

La storia di una delle strade più belle del mondo

Via dei Coronari è una via che unisce sacro e profano. È qui che lavoravano due delle cortigiane più famose di Roma: si trattava di Imperia e Fiammetta, due donne bellissime vissute durante il Rinascimento. Immortalate da artisti e cantate dai poeti, erano il sogno dei viandanti e dei pellegrini che passavano dalla via per andare a San Pietro. Non solo: Fiammetta fu l'amante di Cesare Borgia,  Figlio illegittimo di papa Alessandro VI e di Vannozza Cattanei, è stato un politico e condottiere italiano i cui metodi erano così cruenti da essere ricordato come uno dei principi più sanguinari della storia d'Italia.