Avevano creato "una vera e propria colonia del crimine" sul litorale romano, in particolare a Ladispoli. Cinque persone di "fama criminale" sono responsabili di un vasto sistema di usura nei confronti di diversi imprenditori locali in crisi economica, alcuni anche per questioni legate al gioco d'azzardo. Il loro patrimonio, sequestrato oggi dalla Dia di Roma, ammonterebbe a oltre 100 milioni di euro. Tra i beni sequestrati ci sono 60 immobili di pregio, 11 società, 200 rapporti bancari, 20 veicoli e 10 terreni agricoli.

Il decreto di sequestro è stato emesso dai giudici Muntoni, Amadori e Patarnello ed è stato eseguito dagli uomini del Centro Operativo Dia di Roma, con i Carabinieri, sia a Civitavecchia che a Olbia e a Santa Teresa di Gallura. Due dei cinque arrestati sono stati indicati da alcuni collaboratori di giustizia come referenti sul territorio di Ladispoli del clan Giuliano. I cinque dichiaravano u reddito enormemente inferiore rispetto al patrimonio posseduto e poi sequestrato dalle forze dell'ordine. Molti imprenditori erano in guai finanziari anche a causa del gioco d'azzardo, gestito dagli stessi usurai finiti in arresto.