Usano le linee del 118 per ricaricarsi il cellulare: nei guai 7 dipendenti dell’Ares

Tenevano i telefoni occupati per ricaricare il cellulare. In pratica chiamavano il numero riservato alle emergenze sanitarie col proprio numero e lasciavano in linea la chiamata così da ricevere delle ricariche bonus. Le telefonate risalgono all'inverno del 2011 quando, inspiegabilmente e all'improvviso, le bollette delle linee Ares aumentarono esponenzialmente. Sette impiegati del 118 sono accusati di aver tenuto occupate le linee dell'Ares e a loro viene contestato, dal pubblico ministero Attilio Pisano che ne ha richiesto il rinvio a giudizio, il reato di peculato. Invece di rispondere alle richieste dei cittadini per un'ambulanza o per un consiglio medico, pensavano a come ricaricarsi: secondo l'accusa, uno di loro sarebbe arrivato a farsi accreditare 896 euro su due diverse schede sim.
Altri, scrive Corriere.it che riporta la notizia, si sarebbero limitati ad addebitare sul conto dell’Azienda Regionale per le Emergenze Sanitarie somme più contenute, oscillanti tra i sessanta e i duecentosessanta due euro. Alcuni indagati hanno già saldato il loro debito con il fisco, pagando multe fino a 3mila euro. Nel 2011, quando l'azienda si accorge dell'aumento inspiegabile delle bollette, scattano le indagini e gli investigatori scoprono la truffa dei sette dipendenti. Qualche volta, emerge dalle indagini, i sette chiamavano anche il numero della moglie o della compagna facendo ricaricare anche loro.