Un'aggressione in strada ai danni di una donna, a Roma, nell'indifferenza dei passanti. È avvenuta al quartiere Appio Tuscolano e a darne notizia è stata una giornalista del "Corriere della sera", Maria Grazia Calandrone, che ha assistito in prima persona all'episodio. Secondo il suo racconto, un uomo avrebbe spintonato e poi picchiato la fidanzata davanti a un gruppetto di "spettatori" rimasti inermi. Solo la giornalista, che aveva sentito le urla dalla sua finestra, è intervenuta in difesa della ragazza, scendendo in strada e affrontando l'aggressore. Un uomo che, come la giornalista e molti altri passanti che hanno assistito alla scena senza intervenire, abita nel quartiere da molti anni. Nonostante ciò, nessuno tra gli altri presenti ha pensato di mettersi in mezzo alla discussione, degenerata, tra l'uomo e la sua fidanzata.

La testimonianza della giornalista del Corsera, riportata in prima persona, è utile per capire come spesso la violenza nei confronti delle donne faccia parte della quotidianità e non venga notata dalla gente, anche se se la ritrova davanti agli occhi. Quando la giornalista è intervenuta la ragazza era a terra, spaventata e con un inequivocabile segno sull'occhio sinistro. Il fidanzato ha cercato di farla rialzare da terra per portarla a casa, cercando di minimizzare l'accaduto davanti alla folla. Ma la giornalista, anche in questo caso da sola, gli ha urlato contro per fargli capire la gravità del suo comportamento. La donna ha poi aiutato la ragazza a rialzarsi, prestandole il telefonino per chiamare la madre: "La ragazza riesce ad alzarsi – spiega la giornalista alla fine della sua testimonianza – Fino a quando? La consegno alla madre. Fino a quando? Mi alzo anch’io, raggiungo lui, pretendo di spiegargli che il suo comportamento è sbagliato, è pericoloso. Ci urliamo contro un dialogo in due lingue sconosciute. Una donna finalmente agisce: ‘Chiamo la polizia'. Io qui ho finito. Mentre mi avvicino al portone, sento un ultimo commento, alle mie spalle: ‘Ma dai, era una cosa fra ragazzi…'.