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10 Luglio 2019
13:44

Uno degli aggressori razzisti di San Lorenzo accoglieva Salvini dopo la morte di Desirée

Andrea Chilelli, uno dei due uomini arrestati per aver picchiato un ragazzo proveniente dal Gambia davanti al 32 a San Lorenzo, è tra coloro che hanno sostenuto Matteo Salvini il 24 ottobre 2018, quando il vicepremier era andato nel quartiere dopo la morte di Desirée Mariottini. “Siamo in guerra”, aveva detto in un’intervista.
A cura di Redazione Roma
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Il nome di Andrea Chilelli, uno dei due uomini arrestati per aver picchiato un uomo del Gambia davanti all'ex centro sociale 32 a San Lorenzo, probabilmente non dirà niente alla maggior parte delle persone. Ma l'uomo, residente a San Lorenzo e appartenente a quel sottobosco che si muove tra piccola criminalità ed estrema destra, è già apparso davanti alle telecamere qualche mese fa, proprio quando nel quartiere ha messo piede il ministro dell'Interno, Matteo Salvini. Una visita che aveva fatto molto discutere – avvenuta subito dopo la tragica morte della 16enne Desirée Mariottini – e che ha visto contrapposti da una parte alcuni abitanti del quartiere, dall'altra residenti e spazi sociali. Una inneggiava al vicepremier, l'altra gli gridava ‘sciacallo'. Andrea Chilelli faceva parte di coloro che quel giorno hanno fatto il tifo per Matteo Salvini, ossia il gruppo che inneggiava al Duce e che auspicava il ritorno di Benito Mussolini contro gli stranieri che abitano nel quartiere. ‘Ce vorrebbe zio Benito', urlava una donna. Chilelli, noto alle forze dell'ordine per diversi reati anche legati alle sostanze stupefacenti, in diverse interviste rilasciate dopo la visita di Salvini si è espresso contro gli ‘stranieri che spacciano'.

Un tempo il 32 era un centro sociale, oggi non più. È in mano a personaggi che gravitano nel mondo dell'estrema destra, della Curva Sud della Roma e dello spaccio di stupefacenti. Molti hanno precedenti penali. Ed è proprio all'interno del 32 che il ragazzo del Gambia, entrato un attimo per prendere qualcosa da bere, è stato pestato a sangue da Chilelli e Vitti, che lo hanno spinto fuori urlandogli frasi razziste e prendendolo a calci e pugni in mezzo alla strada. Chi ha la pelle nera sa che è pericoloso addentrarsi nella ‘parte alta' di via dei Volsci, dove da qualche tempo svettano anche le bandiere italiane. "Siamo in guerra", disse Chilelli in un'intervista rilasciata in video alla trasmissione ‘Agorà' proprio qualche giorno dopo il ritrovamento del corpo di Desirée Mariottini. "Tunisini, marocchini, tutti. Non possono venire qui a fare i padroni, sono ospiti".

"Personalità violenta e connotazione ideologica, razzista e xenofoba". Così vengono descritti, nell'ordinanza che motiva il loro arresto, Andrea Chilelli e Ivano Vitti. Che hanno dimostrato una evidente "volontà di massacrare una persona soltanto perché ha una pelle e una nazionalità diversa". Il ragazzo del Gambia ferito ha riportato gravi traumi non solo fisici, ma anche psicologici. Soccorso nel parco di Villa Mercede, è stato portato in codice rosso all'ospedale e curato: ha ricevuto trenta giorni di prognosi. Chilelli, che a ottobre inneggiava a Salvini, è lo stesso che colpiva un ragazzo inerme urlando "scimmia, negro di merda, devi annà via, non te volemo qua".

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