Un'infiorata per Carola Rackete. È quello che hanno fatto a Genazzano per omaggiare la comandante della Sea Watch che la notte tra il 28 e il 29 giugno ha forzato il blocco di Lampedusa e ha fatto sbarcare 42 naufraghi allo stremo delle forze. Sui sanpietrini della cittadina adesso si legge la celebre frase di Leonardo "Amor onni cosa vince", che circonda l'immagine della comandante Carola con i capelli colorati al vento che sostengono un'imbarcazione di migranti. Un'immagine che richiama all'accoglienza e alla solidarietà e che è stata condivisa e fatta propria da migliaia di persone in tutta Italia. L'infiorata consiste nel realizzare tappeti di fiori in occasione della festività cattolica del Corpus Domini e a Genazzano è una vera e propria tradizione. Quest'anno nella cittadina si è voluto omaggiare Leonardo a 500 anni dalla scomparsa, e a Genazzano è stata scelta Carola Rackete come simbolo massimo della rappresentazione dell'amore. In seguito al suo arresto sono molte le manifestazioni di solidarietà organizzate in tutta Italia. Non solo, in meno di due giorni, sono stati raccolti centinaia di migliaia di euro per pagare la multa della Sea Watch e consentirle di tornare in mare.

Carola Rackete, la comandante della Sea Watch querela Matteo Salvini

Carola Rackete è la comandante della Sea Watch che la notte tra il 28 e il 29 giugno ha forzato il blocco di Lampedusa e fatto sbarcare 42 migranti salvati da un naufragio. Un atto che le è costato l'arresto – poi non convalidato dalla giudice – e gli attacchi del ministro dell'Interno Matteo Salvini, che l'ha definita con vari epiteti che adesso gli sono costati una denuncia da parte di Rackete. "Matteo Salvini mi ha definito pubblicamente e ripetutamente sbrufoncella, fuorilegge, complice dei trafficanti, potenziale assassina, delinquente, criminale, pirata, una che ha provato a uccidere dei finanzieri e ad ammazzare cinque militari italiani, che ha attentato alla vita di militari in servizio, che ha deliberatamente rischiato di uccidere cinque ragazzi e che occupa il suo tempo a infrangere le leggi italiane e fa politica sulla pelle dei disgraziati: la gravità della lesione al mio onore è in sé evidente – si legge nel documento che sarà presentato da Alessandro Gamberini, legale di Rackete – Dice che si tratta di un'organizzazione illegale e fuorilegge, sostenendo che i suoi rappresentanti sarebbero complici di scafisti e trafficanti. Tali affermazioni sono lesive della mia reputazione e mettono a rischio la mia persona e la mia incolumità, in quanto dipendente e rappresentate della Sea-Watch".