"A chi portiamo nel cuore non diciamo mai addio". Questa la frase sulla targa posata sul fondo del mare dall'onlus ‘Nucleo subacqueo Cerveteri‘, di cui Daniele Papa faceva parte. Alla cerimonia hanno partecipato i familiari del ragazzo prematuramente scomparso e il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci. Daniele è morto in seguito a un tragico incidente aereo avvenuto il 25 maggio scorso, il suo corpo è stato recuperato ancora agganciato al sedile dell'elicottero caduto sul fondo del Tevere. "Ciao Dany, ora quando andiamo sott'acqua ti abbiamo più vicino", il commento dei suoi amici sub. In tanti hanno partecipato al posizionamento della targa sul fondale marino. Un luogo non casuale: la lastra è stata apposta proprio dove un tempo c'era la Madonnina che Daniele, come volontario, aveva contribuito a recuperare. Amici e familiari sono arrivati a bordo di un piccolo motoscafo e di varie moto d'acqua, hanno depositato la lastra di marmo in un punto riparato tra le rocce di quello specchio d'acqua che Daniele tanto amava. Il mare è stato cosparso di rose bianche e rosse, palloncini colorati sono stati lanciati in aria per ricordare quel ragazzo che voleva diventare pilota e che invece è scomparso troppo presto.

Daniele Papa, l'incidente aereo del 25 maggio

Daniele Papa è morto il pomeriggio del 25 maggio. Aveva da poco ripreso le lezioni di volo alla Scuola Urbe Aero ed era contento di essere tornato a quella sua grande passione che sperava diventasse un lavoro: il volo. Poco dopo il decollo, la tragedia, con il velivolo precipitato nel fiume Tevere e inabissatosi con il corpo del 23enne ancora legato al sedile. Non è ancora chiaro se l'incidente sia stato causato da un errore umano o da un guasto tecnico: indagini sono al momento ancora in corso, i risultati saranno diffusi appena saranno chiuse. L'ipotesi di reato è omicidio colposo. Il pilota che si trovava accanto a Daniele quel giorno è riuscito a salvarsi: e proprio la sua testimonianza è molto importante al fine di capire cosa sia realmente accaduto quel maledetto pomeriggio del 25 maggio. Secondo quanto dichiarato dal pilota, l'aereo avrebbe fatto un avvitamento su se stesso prima di precipitare: lui e Daniele hanno tentato un atterraggio di emergenza sul Tevere, ma la cintura del ragazzo non si è slacciata.