video suggerito
video suggerito

Un vigile su dieci non può lavorare in strada per “motivi medici”

Una percentuale alta, che fa riflettere. Per i sindacati è tutto regolare e il dato così alto si spiegherebbe facilmente con l’avanzata età media della polizia locale, circa 53 anni. Per questo, spiega Stefano Giannini del sindacato Sulpl, “molti certificati sono richiesti per ernie del disco e malattie cardio-circolatorie”.
A cura di Enrico Tata
313 CONDIVISIONI
Immagine

Circa il 12 per cento dei vigili di Roma, in pratica uno su sette, non può svolgere il lavoro nel traffico per motivi medici e quindi è destinato a un lavoro di ufficio. I guanti bianchi hanno presentato un certificato medico secondo il quale non sarebbero idonei a pattugliare le strade, a gestire gli incroci e ad effettuare posti di blocco. Una percentuale alta, che fa riflettere. Per i sindacati è tutto regolare e il dato così alto si spiegherebbe facilmente con l'avanzata età media della polizia locale, circa 53 anni. Per questo, spiega Stefano Giannini del sindacato Sulpl, "molti certificati sono richiesti per ernie del disco e malattie cardio-circolatorie. I controlli medici sono disposti dallo stesso Comune e solo attraverso il personale competente. Non c'è possibilità né di eluderli né di alterarli in alcun modo. Rispetto alla media nazionale il numero è comunque contenuto".

Tra l'altro il Comune di Roma accorda gli straordinari solo a coloro che sono in servizio in strada e non a quelli che lavorano in ufficio.

313 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views