Quarant'anni fa, nelle sale dei cinema di tutta Italia, usciva il primo film di Carlo Verdone, ‘Un sacco bello'. Ambientato a Ferragosto in una Roma che negli anni ottanta era vuota, racconta la vita di tre personaggi, ognuno molto diverso tra loro. Sono tutti interpretati da Carlo Verdone, che per la sua performance vinse un David Speciale ai David di Donatello del 1980, un Globo d'oro al miglior attore rivelazione e un Nastro d'argento al migliore attore esordiente ai Nastri d'argento 1980. Un esordio ‘col botto', che da allora ha impresso il nome di Carlo Verdone nell'Olimpo del cinema italiano. Sono passanti quarant'anni dall'uscita di quel film. E l'attore ha deciso di consegnare a tutti un ricordo non solo del suo esordio, ma anche di quello che era Roma nell'ormai lontano 1980.

Un Sacco Bello spegne 40 candeline, il ricordo di Verdone

"Questa mattina leggevo che ‘Un sacco bello' compie quarant'anni – ha raccontato Carlo Verdone in un video su Facebook – Sono tornate a galla tante emozioni, tanti ricordi per il mio debutto, del quale devo tutto a Sergio Leone, che puntò su un giovane e disse ‘vediamo che sa fa'. Anche grazie alla sua protezione ci sono riuscito. In quel film c'è una forte componente caratteriale, un po' malinconica. La grande solitudine di questa città che all'epoca aveva una grande anima. Nella gente, nel popolo, nelle atmosfere, nei rumori, nei suoni. Aveva una grande poesia. L'aver ambientato quel film a Roma, d'estate, era stata una gran bella intuizione".

La Roma degli anni '80 che oggi non c'è più

Fino a qualche anno fa, Roma d'agosto era sempre deserta. I negozi erano chiusi, il traffico scompariva, le persone andavano al mare e lasciavano questa città caotica e assolata. Oggi non è più così. La gente parte di meno, e la capitale ad agosto non è più vuota come negli anni '80. Come dice Carlo Verdone, "Roma era quasi tombale ma aveva un grande fascino". "Vi ho consegnato un bel film e un bel periodo che purtroppo non tornerà più. Ma questo non deve essere triste, perché il cinema fortunatamente ha questa magia. Quella di rendere immortali certi attori, certe immagini, certi scorci. Magari col tempo diventano sempre più in bianco e nero, sempre meno a colori. Però stanno lì. E là diventa come una carezza per l'anima".