Foto di repertorio
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Trecento chili di profiterole, cioè 7mila bignè farciti con 150 litri di crema chantilly e 120 chili di glassa al cioccolato, per battere un record ed entrare nel Guinnes dei primati: l'obiettivo è conquistare il premio per la più grande porzione al mondo del famoso dolce (il precedente record appartiene a un protifterole da 150 chili e proposto a Gemona dei Friuli). La nuova sfida è stata proposta dal centro commerciale Latinafiori, che ha deciso di festeggiare così il suo 23esimo compleanno. L'appuntamento è per il prossimo 15 settembre. L'immenso dolce sarà poi sporzionato e regalato ai clienti presenti all'evento.

La storia del profiterole

Non è chiara l'origine del famoso dolce, ma probabilmente, al contrario del nome, il profiterole è stato inventato in Italia e non in Francia, dove in effetti, tra l'altro, non è facilissimo da trovare (molto più famoso il croquembouche, cioè una montagna di bignè (e fin qui è identico), ma tenuti insieme con il caramello). Probabilmente è stato inventato intorno al 1500 da un cuoco alla corte di Caterina de' Medici, sposa del re francese Enrico II. Secondo le cronache il cuoco Popelini, noto per essere stato l'inventore della pasta choux, quella dei bigné, propose a Caterina il profiterole. A Firenze, tra l'altro, il profiterole si chiama con un altro nome: bongo. Stando a quanto riporta l'Accademia della Crusca "i fiorentini tendono a collegare il nome – immediatamente percepito come un africanismo – al colore marrone scuro prodotto dalla coltre di cioccolata che avvolge interamente la composizione di bigné. Bongo, insomma, viene subito sentito come nomignolo antonomastico degli abitanti del "continente nero", che verrebbe opportunamente assunto per indicare quello che a Firenze è, altrettanto per antonomasia, il "dolce nero"".