Ci sono quartieri a Roma che vengono raccontati mettendo in luce solo gli aspetti negativi. E non si tiene spesso in considerazione il fatto che, dietro quella narrazione fatta di degrado e insicurezza, c'è un tessuto vivo fatto da tante persone, associazioni, spazi sociali, esercizi commerciali e culturali. Negli ultimi mesi San Lorenzo è stato dipinto come una terra di nessuno in mano a spaccio e criminalità, dove le persone hanno paura a camminare per strada e la movida regna incontrollata su tutto il territorio. Una terra di nessuno da domare con polizia, multe e ordinanze anti-alcol: ed è proprio a questo che quindi San Lorenzo ha deciso di rispondere, con un Festival della durata di due settimane organizzato dalla Libera Repubblica di San Lorenzo. "Non possiamo permetterci il lusso del pessimismo, del cinismo, della tristezza. Siamo qui per raccontarvi quello che già sapete: che quando siamo uniti possiamo tutto. Che gioia e potenza si coniugano al plurale e che non abbiamo paura". Questo è "Viva San Lorenzo, Festival della cultura diffusa": dal 4 al 18 aprile più di trenta realtà attive sul quartiere hanno organizzato due settimane ricche di eventi per far vivere le strade e mostrare il vero volto del quartiere. Mostre, concerti, presentazioni di libri, corsi di ballo, fotografia, attività per bambini e tanto altro, dal mattino fino a notte fonda.

San Lorenzo, le multe e l'ordinanza anti-alcol non cancellano lo spaccio

"Dopo la tragica morte di Desirée, San Lorenzo è stato oggetto di misure repressive che nulla però hanno avuto a che vedere col problema dello spaccio nel quartiere – ha detto un residente e attivista della Libera Repubblica di San Lorenzo – Così, mentre il Campidoglio ha emanato un'ordinanza anti-alcol, polizia e vigili si sono accaniti su chi beveva una birra o attaccava una locandina su un muro. O sui piccoli commercianti, colpiti da una pioggia di multe per i motivi più assurdi, come ad esempio la mancanza dell'esposizione del cartello anti-fumo. Gli spacciatori non sono mai stati toccati da nessun intervento. Stanno facendo di San Lorenzo un deserto, stanno massacrando un territorio puntando a far sparire la ricchezza associativa, culturale e comunitaria. Ed è invece questo che faremo vivere con il Festival di San Lorenzo, organizzato da quelle tante realtà che ogni giorno fanno vivere il quartiere e lo rendono più ricco e libero da quel ‘degrado' di cui oggi piace tanto parlare". "Stare insieme è il più efficace antidoto alla paura, all’abbandono, alla solitudine – si legge nel comunicato scritto dagli organizzatori del Festival – I quartieri siano sicuri quando ci si conosce, quando in tanti li si attraversa ma in tanti, soprattutto, possono viverci stabilmente, quando sono luoghi di economia virtuosa e di cultura. Come è ancora San Lorenzo – nonostante la generale tendenza all’impoverimento delle città. Una tendenza spesso incontrastata e a volte favorita da un pregiudiziale racconto dei media o da sbagliate scelte amministrative. Spesso si rincorre una falsa idea di sicurezza e si rinuncia al coinvolgimento dei cittadini. Si lasciano degradare i beni comuni e gli spazi pubblici e non si sostiene il tessuto commerciale di prossimità, che è invece elemento centrale per la vivibilità di un quartiere".

Ad aprile il Festival di San Lorenzo, l'attore Marcello Fonte

San Lorenzo non è solo il quartiere al centro delle cronache per spaccio e criminalità. È il quartiere dove si trova il Nuovo Cinema Palazzo, che vanta tra i suoi attivisti l'attore Marcello Fonte, Palma d'Oro a Cannes per "Dogman" e che aprirà il Festival di San Lorenzo con una performance. È il quartiere ricco di iniziative culturali che vedrà lo scrittore Diego De Silva andare a Communia insieme a Wu Ming1. È il quartiere che ha organizzato due settimane ricche di eventi e iniziative per combattere la retorica del degrado e l'immagine che spesso si vuole attribuire a San Lorenzo. "Non lasceremo che facciano di San Lorenzo il nuovo Pigneto. Non permetteremo che svuotino il quartiere a suon di multe e ordinanze anti-alcol, per spingere le persone ad andare via e poter così lasciare campo libero alla speculazione. San Lorenzo è un quartiere che resiste, e questo Festival ne è la prova".