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Uccise un anziano a calci e pugni e poi gettò il cadavere nel fiume: condannato a 25 anni

Angelo P., riconosciuto fra i colpevoli dell’omicidio, è stato condannato in appello dalla II Corte d’assise d’appello a 25 anni di reclusione per omicidio volontario aggravato dalla minorata difesa e occultamento di cadavere.
A cura di Enrico Tata
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Uccise un anziano a calci, pugni e colpi di pietra poi gettò il corpo nel fiume Liri. Angelo P., riconosciuto fra i colpevoli dell'omicidio, è stato condannato in appello dalla II Corte d'assise d'appello a 25 anni di reclusione per omicidio volontario aggravato dalla minorata difesa e occultamento di cadavere. Sarebbe stato lui, secondo i giudici, ad uccidere Mario Grossi, 78 anni, nell'aprile del 2014.

La sentenza di secondo grado in sostanza conferma la pronuncia del primo giudizio, con la riduzione di un solo anno rispetto alla condannata a 26 anni decisa dalla Corte d'assise di Cassino. Lo scorso 21 febbraio i giudici condannarono a 14 anni di reclusione anche Sante C, che scelse e ottenne di essere giudicato con il rito abbreviato. Secondo gli inquirenti i due condannati avrebbero ucciso l'anziano, loro vicino di casa, perché quel giorno si era avvicinato troppo ai due mentre tagliavano la legna. Il corpo del 78enne fu ritrovato in un canale circa 15 giorni dopo l'omicidio.

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