Non è stata legittima difesa, ma omicidio volontario e tentato omicidio. Secondo la pm Simona Gentile, l'avvocato che il 15 ottobre 2017 ha sparato ai due ladri che avevano appena svaligiato l'appartamento del padre, non avrebbe avuto nulla da temere riguardo la sua incolumità. E avrebbe deliberatamente premuto il grilletto per farsi giustizia da solo, senza aspettare l'arrivo delle forze dell'ordine. Per questo l'uomo è stato rinviato a giudizio. In quell'occasione Domenico Bardi, un 42enne originario di Napoli, è morto, mentre Salvatore Quindici – suo complice – è rimasto ferito. L'avvocato Palumbo gli ha sparato mentre stavano scappando nel cortile di casa. Bardi, in particolare, è stato colpito mentre stava scendendo dalla scala che aveva usato per introdursi nell'abitazione. Era di spalle quando la pallottola gli ha tolto la vita.

La sera del 15 ottobre 2017 una banda di rapinatori è entrata in casa del padre dell'avvocato per svaligiarla. L'attivazione dell'allarme ha fatto accorrere il figlio in via Palermo, e qui ha visto i ladri che stavano fuggendo nel cortile. Ha preso la pistola e ha sparato, uccidendone uno e ferendo il complice. Il legale di Latina ha provato a difendersi dicendo che Bardi si era avvicinato a lui con fare minaccioso e con una mano in tasca, cosa che gli aveva fatto pensare stesse prendendo una pistola. Ma la dinamica dei fatti, emersa poi dai rilievi effettuati, non era affatto quella. Bardi non si era avvicinato a Palumbo perché stava scappando dalla scala. E quindi non ci sarebbe stata nessuna legittima difesa. Questa versione è stata testimoniata anche dal fatto che la banda è stata poi condannata solo per furto e non per altri reati. Adesso Palumbo è stato rinviato a giudizio e dovrà affrontare il processo. Per ora è denunciato a piede libero.