Foto dal gruppo facebook ’Romanismo fuori moda’
in foto: Foto dal gruppo facebook ’Romanismo fuori moda’

"Daniè caricaci ancora sulle spalle, dove il tempo non esiste!". Questo è solo uno dei tanti striscioni che sono stati affissi in questi due giorni nella Capitale. Sono tutti frutto della decisione di mandar via Daniele De Rossi dalla Roma, una presa d'atto che ha scosso gli appassionati di calcio, in particolare i tifosi giallorossi che nel giro di pochi giorni hanno dovuto assistere alla dipartita di uno dei simboli della squadra capitolina. La conferenza stampa d'addio al capitano giallorosso ha scatenato le polemiche, in particolare sono finite sotto accusa le parole di Guido Fienga, nuovo Ceo (Chief Executive Officer) dell'As Roma: "Abbiamo comunicato a Daniele la decisione della società di non rinnovargli il contratto come calciatore". Le dichiarazioni di Fienga non sono andate giù ai tifosi romanisti, da tempo già in rottura con il presidente della James Pallotta. La decisione presa verso De Rossi è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, portando molti appassionati a riversarsi nelle strade della Capitale per protestare contro la scelta di mandare via il centrocampista dopo 18 anni di carriera con la stessa maglia. Per oggi pomeriggio è previsto un sit in piazza Guglielmo Marconi, dove davanti all'obelisco dell'Eur si raduneranno vari esponenti del tifo romanista, ma da due giorni la città è tappezzata di striscioni di contestazione verso la società e di vicinanza al campione del mondo nel 2006. Ieri circa 150 tifosi si sono dati appuntamento a Trigoria per chiedere un confronto diretto con la società, reggendo uno striscione che recitava "As Azienda, oggi chiarimo ‘sta faccenda".

Gli striscioni per De Rossi in tutta Roma

Le proteste non si fermano dallo scorso 14 maggio, giorno dell'annuncio dell'addio di De Rossi alla Roma. La scorsa notte è apparso uno striscione a pochi passi da Campo ‘De Fiori, dove si esortava il calciatore a "caricare i tifosi sulle spalle, dove il tempo non esiste". Sempre sullo stesso punto venne affisso un manifesto con la scritta "DDR vanto nostro", con l'acronimo dell'idolo di Ostia a emergere lungo corso Vittorio Emanuele. Non solo vicinanza al centrocampista, ma anche forti prese di posizione contro la società americana, ormai sempre più ai ferri corti con i tifosi della Roma. "Figli di Roma, capitani e bandiere. Ecco il rispetto e l'amore che questa società non potrà mai avere": questa scritta campeggiava due notti fa davanti alla nuova sede dell'As Roma nel quartiere Eur, emblema della rottura ormai consolidata tra due fazioni ormai contrapposte. Lo striscione è stato poi rimosso, ma l'onda di affetto e di protesta non si è fermata qui. La Roma giallorossa si è tutta stretta a fianco del suo capitano e contro quanto accaduto nei suoi confronti, consolidando ulteriormente il legame tra la Città Eterna e De Rossi, per quello che sembra destinato a essere non un addio ma soltanto un arrivederci.