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Covid 19
1 Aprile 2020
14:31

Tossicodipendenti tra i più fragili ed esposti al virus: “Metadone consegnato a domicilio”

I servizi di assistenza per i tossicodipendenti continuano anche a distanza e con le dovute precauzioni per l’emergenza coronavirus che ha investito l’Italia. Succede anche a Roma dove si cercano di tutelare i tossicodipendenti tra i più esposti e vulnerabili al virus.
A cura di Simona Berterame
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Il camper di Villa Maraini a Tor Bella Monaca
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Affrontare l'emergenza coronavirus che sta investendo l'Italia è difficile per tutti. Ma lo è ancora di più per chi combatte ogni giorno una dipendenza da sostanze stupefacenti. In questa fase così complicata, il lavoro sul territorio che stanno svolgendo i Sert e tutti gli altri centri che assistono i tossicodipendenti diventa fondamentale e indispensabile. Va detto che al momento lo spaccio nella Capitale non sembra aver risentito in modo evidente del lockdown del Paese, i canali di distribuzione continuano comunque a girare e questo si può dedurre perché non si registrano aumenti considerevoli di crisi di astinenza.

Alla Fondazione Villa Maraini i servizi sono attivi, compreso l'ambulatorio seppur con modalità diverse per evitare possibili contagi. Non c'è aumento e diminuzione per quanto riguarda la distribuzione del metadone, afferma il fondatore di Villa Maraini Massimo Barra, evidenziando perciò che la situazione al momento appare stabile. Sullo spaccio Barra non ha dubbi anche alla luce dei dati registrati in questo ultimo mese: "Le sostanze continuano ad essere disponibili, si tratta di canali che sfuggono ai controlli e sono quindi ahimè ancora efficienti, altrimenti avremmo avuto una fila di persone in astinenza". Per quanto riguarda l'isolamento domiciliare Barra è convinto che non avrà particolari conseguenze questa condizione sulle persone tossicodipendenti: "Stiamo parlando di soggetti abituati a fare una vita solitaria e spesso stressata, un'esistenza sempre in bilico tra la vita e la morte. Mi preoccupano molto di più le persone senza dipendenze". Pochi giorni fa un ragazzo fiorentino è stato denunciato dalla polizia perché sull'autocertificazione aveva scritto "cerco droga". Una notizia che aveva scatenato tanta ironia sui social, ma Barra ci invita a riflettere proprio su questo episodio. "Per un tossicodipendente comprare la droga è purtroppo un bene ci prima necessità, è un'esigenza vitale per chi non è un consumatore occasionale ma ha una vera dipendenza".

Non tutti i tossicodipendenti riescono in questa fase a recarsi nei vari centri di supporto, le persone più fragili sono costrette a rimanere a casa, magari spesso in situazioni precarie e ambienti familiari complessi. In questi casi i Sert possono anche consegnare il metadone a domicilio, specialmente se parliamo di persone non solo tossicodipendenti ma con patologie che li rendono soggetti a rischio.  I colloqui sono sospesi per limitare al minimo i contatti ma gli operatori sanitari continuano a seguire i tossicodipendenti più fragili telefonicamente, cercando di non interrompere del tutto il percorso che aveva intrapreso.

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