L'emergenza coronavirus ha scatenato un'altra cosa oltre alla pandemia: la crisi economica. Come il virus ha portata globale, ma la sua incidenza è ancora più devastante nelle zone più povere del paese. E, nel nostro caso, di Roma. Studi a riguardo non sono ancora stati completati, ma secondo quanto riportato da un rapporto redatto da Francesca Cubeddu ed Enrico Puccini e pubblicato sul blog Osservatorio Casa Roma, i quartieri più poveri della capitale sono quelli su cui le conseguenze economiche del virus avranno effetti devastanti. Nello studio, realizzato sui dati del censimento 2018 fornito da Ater Roma, si prendono come punto di riferimento i 1495 alloggi Ater di Tor Bella Monaca. Ed è proprio in questo quartiere del Municipio VI, grande ‘cinque volte Corviale e circa dieci volte le attuali tre Vele superstiti di Scampia', che si ha la maggiore concentrazione di alloggi popolari non solo di Roma, ma anche d'Italia. In tutto 4mila di proprietà del Comune, 1495 di Ater.

536 famiglie su un campione di 1297 (le restanti 198 non hanno risposto al censimento) si trovano in condizioni di povertà assoluta. Il 41%, che arriva al 52% se si considerano anche coloro che non hanno voluto partecipare allo studio perché occupanti (130 nuclei). Si tratta di una percentuale circa sei volte maggiore della media nazionale, che si attesta al 7%. Considerando che il 22% di queste famiglie ha reddito zero, emerge una situazione altamente critica. Secondo quanto riportato dallo studio, le condizioni più gravi sono quelle delle famiglie più numerose, che contano diversi componenti. Se un nucleo composto da una persona percepisce un reddito medio mensile di 738 euro, quelli composti da sette devono vivere con 1793 euro al mese.

"La forte presenza di nuclei a reddito zero – si legge nell'indagine – A cui va sommata quella delle famiglie che non presentano dichiarazioni, fa presupporre, oltre a condizioni economiche critiche, una forte incidenza di un'economia informale e di lavoro nero, situazioni, anche queste, messe in crisi dal blocco totale della attività di questi giorni". Difficilmente queste persone riusciranno ad accedere agli ammortizzatori sociali previsti dal Governo e dalla Regione Lazio, con il risultato che non potranno né lavorare né ricevere le tutele dello Stato. E così, "questa nuova crisi, che si sovrappone a quelle del 2008 e del 2011 i cui effetti a Roma non si sono mai sopiti, rischia di acuire diseguaglianze già presenti e di imprimere una accelerazione allo scivolamento di nuove fasce di popolazione in povertà", si legge nello studio".