Un caso di pedofilia agita la città di Tivoli, con un uomo che è stato arrestato per una serie di accuse nei suoi confronti. In base alle prime indiscrezioni la sua condotta sarebbe stata sempre la stessa, con il presunto pedofilo che si sarebbe appostato ogni volta nei pressi dello spogliatoio di una piscina del Comune laziale, dove alcune bambine andavano a cambiarsi negli spogliatoi dopo aver fatto qualche vasca. L'uomo si sarebbe armato di un telefono, probabilmente di sua appartenenza, con il quale riprendeva le bambine mentre si cambiavano i vestiti. L'allarme è partito dalla denunce di una delle piccole coinvolte, che avrebbe confessato al padre di aver visto un uomo mentre filmava lei e le sue compagne di nuoto. Tanto è bastato per far scattare le ricerche tra le persone presenti nella piscina, con il personale del commissariato di polizia di Tivoli che si è attivato per individuare il presunto pedofilo. Il guardone è stato trovato e trattenuto da un agente che al momento della cattura era fuori servizio, con il fermato che ha negato ogni accusa nei suoi confronti. L'uomo arrestato sarebbe un geologo romano di trent'anni.

L'uomo è accusato di detenzione e produzione di materiale pedopornografico

Alla luce dell'arresto sono partite le prime investigazioni, con gli uomini delle forze dell'ordine che si sono recati a casa del fermato per controllare la presenza di ulteriore materiale pedopornografico. Gli agenti hanno trovato sul computer dell'uomo altre foto simile a quelle ritrovate sul suo telefono cellulare, oltre ad altre istantanee probabilmente scaricate da internet. Nella casa del presunto pedofilo sono state trovate anche tracce di marijuana, motivo per il quale l'uomo sarebbe stato accusato non solo di detenzione e produzione di materiale pedopornografico, ma anche di detenzione di sostanze stupefacenti.