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Timbravano poi andavano a fare la spesa, sospesi nove dipendenti del Museo

Nove dipendenti del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma sono stati sospesi, con un’ordinanza del gip del Tribunale della Capitale, per un anno dal loro lavoro.
A cura di Enrico Tata
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Timbravano il cartellino poi andavano a fare la spesa come se niente fosse. C'era chi andava a giocare al centro scommesse e chi addirittura andava ad aiutare il marito con il suo negozio di frutta e verdura. Per questo nove dipendenti del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma sono stati sospesi, con un'ordinanza del gip del Tribunale della Capitale, per un anno dal loro lavoro. I nove lavoratori, hanno dimostrato i video delle telecamere di sicurezza installate nei punti nevralgici del museo, timbravano il loro badge e poi riuscivano oppure timbravano per conto di altri colleghi che in realtà arrivavano più tardi dell'orario previsto oppure non si presentavano proprio al lavoro.

Sospesi nove dipendenti del Museo delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma

Per i nove indagati, di età compresa tra i 43 e i 65 anni, le accuse sono, a vario titolo, quelle di falsità materiale e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, truffa ai danni dello Stato (per alcuni con l’aggravante di aver commesso il fatto per conseguire il profitto di un altro reato e con la violazione dei doveri di una pubblica funzione), false attestazioni e certificazioni. Verso la fine di febbraio dello scorso anno, i carabinieri arrestarono uno degli impiegati del Museo, sorpreso fuori dal Museo benché ufficialmente, secondo il badge, presente sul luogo del lavoro.

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