Sei persone sono state rinviate a giudizio per il crollo della palazzina ex Ina Casa durante il terremoto di Amatrice. Tra gli indagati c'è anche l'ex sindaco Sergio Pirozzi, ora consigliere regionale del Lazio con Fratelli d'Italia. Questa la decisione del giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Rieti nell'inchiesta per accertare le responsabilità della tragedia avvenuta il 24 agosto 2016 in piazza Augusto Sagnotti, nella quale hanno perso la vita sette persone. Gli altri finiti a processo sono Ivo Carloni, colui che progettò e diresse i lavori; Valerio Lucarelli, Giovanni Conti e Maurizio Scacchi tre tecnici del Genio civile accusati di aver dato parere favorevole e Gianfranco Salvatore, il comandante dei vigili urbani. Così Pirozzi all'Adnkronos: "Non mi ha messo in ginocchio il terremoto, non lo farà il processo".

Le accuse a loro carico per le quali il prossimo febbraio dovranno presentarsi in sede processuale sono disastro colposo plurimo, omicidio colposo plurimo e lesioni personali colpose. Oltre ai cinque indagati, le indagini si sono concluse con il proscioglimento di Virna Chiaretti, responsabile tecnico del Comune di Amatrice, mentre Maurizio Peron, altro dirigente del Genio Civile, sarà giudicato con il rito abbreviato. Secondo i pubblici ministeri Lorenzo Francia e Rocco Gustavo Maruotti, il palazzo fu ristrutturato dopo il sisma dell'Aquila senza però rispettare le norme antisismiche, né fu sottoposto a collaudo. Fatali inadempienze che non lasciarono scampo ai residenti. Lo scorso aprile finire sotto alla lente d'ingrandimento dei magistrati il crollo di Palazzo D'Antoni, in Corso Umberto, per il quale sono imputate cinque persone, ritenute responsabili della morte di sette persone, tra le quali una 14enne, decedute sotto alle macerie.