"Al mio assistito non è stata revocata la licenza ma solo sospesa e abbiamo già presentato ricorso. La verità non è solo quella del video". A parlare ai microfoni di Radio Cusano Campus è l'avvocato Luciano Randazzo, legale del tassista romano che il 27 novembre ha dato un pugno a un cliente a Fiumicino. Secondo quanto emerso, il legale avrebbe presentato anche un esposto dei confronti della Polizia di Stato per la diffusione del video dell'aggressione in quanto costituirebbe ‘violazione del segreto istruttorio'. "La pubblicazione del video è un fatto grave. Siamo entrati nel circo mediatico-giudiziario come purtroppo in Italia avviene spesso. È vergognoso perché non si possono pubblicare le cose arbitrariamente. Il mio assistito ha chiesto più volte scusa a quel signore, ha capito che c’è stata una reazione eccessiva, adesso sta vivendo male più la reazione mediatica che quella giudiziaria". continua Randazzo. Il tassista è indagato dalla Procura di Civitavecchia per lesioni. Il Campidoglio ha dichiarato ieri che è stato avviato l'iter per la revoca della licenza.

Tassista prende a pugni cliente: "Licenza sospesa solo su presupposto mediatico"

"Il mio assistito è semplicemente indagato dalla procura di Civitavecchia – continua l'avvocato – La licenza gli è stata sospesa per 30 giorni, non ci sono state revoche. La decisione verrà impugnata stamattina presso il tribunale amministrativo regionale, perché ritengono che non ci siano i presupposti per questo provvedimento. Lui non era proprio nell’esercizio delle sue funzioni perché il cliente era fuori dal taxi". Secondo quanto detto dal legale del tassista, il 65enne aggredito sarebbe stato aggressivo e avrebbe iniziato a chiamare i tassisti ‘banditi e ladri'. Poi, avrebbe iniziato a prendere a pugni la vettura per danneggiarla. "Il Comune di Roma ha emesso il provvedimento di sospensione della licenza più sul presupposto mediatico che per altro. Provvedimento che abbiamo impugnato. Se il tar ci darà ragione chiederemo un risarcimento come è successo in altri casi.  chiaro che questi episodi non dovrebbero accadere, la violenza non deve esistere. Io assisto questo signore affinché abbia un giusto processo, non perché condivido il suo atteggiamento”.