Tassista maniaco, per una trentenne il viaggio è un incubo

Esce dall’aeroporto "G.B. Pastine" di Ciampino alle quattro di mattina dello scorso 17 maggio e chiama un taxi. Un viaggio che poteva diventare un incubo per una donna di trent’anni. Una corsa infinita, in cui la ragazza, secondo il suo racconto, ha dovuto assistere alla scena del suo autista che si masturbava. La donna ha presentato una denuncia e ora l’episodio è al vaglio della Procura che ha aperto un’inchiesta. La trentenne ha indicato anche il numero di matricola del taxi, quindi gli investigatori non dovrebbero impiegare molto tempo per far luce sull’accaduto e per verificare il racconto della cliente. Secondo la ricostruzione della ragazza, quella notte lei si era seduta sul sedile posteriore della vettura. Appena messa in moto la macchina, l’uomo, sempre secondo quanto racconta la donna, si abbassa i pantaloni. La cliente, temendo di restare vittima di un abuso, cerca di distrarre il guidatore, conversando, ma il tassista resta muto e anzi continua a fissarla. Alla fine del viaggio l’autista si ricompone, ma la donna sporge in ogni caso denuncia. Sarà compito degli investigatori far luce sull’accaduto.
Solo 10 giorni prima rispetto a quanto sarebbe accaduto alla donna, Simone Borgese, 30 anni romano, violentava una tassista a bordo della sua vettura. Alle 7 dell'8 maggio, Borgese, che era salito sul taxi in via Aurelia, dopo essersi fatto portare in viale Pescina Gagliarda, una stradina sterrata e isolata nella zona di Ponte Galeria, ha picchiato e rapinato la tassista, poi ha abusato sessualmente di lei costringendola a praticargli un rapporto orale minacciandola con un coltello.
