Una nuova perizia psichiatrica per il fisioterapista trentaseienne di Tarquinia, arrestato lo scorso settembre e ristretto nel carcere Mammagialla di Viterbo con l'accusa di violenza sessuale aggravata e continuata, per presunti abusi sessuali su una bimba disabile di otto anni. Così ha deciso il giudice che ieri ha accolto la richiesta di rito abbreviato condizionato avanzata dalla difesa, che prevede, in caso di condanna, lo sconto di un terzo della pena. Il prossimo lunedì sarà nominato un consulente del tribunale che si occuperà di redigere la documentazione richiesta, dopo di che si potrà procedere con il processo. Secondo quanto è emerso in sede processuale, l'imputato avrebbe abusato della bambina durante una visita domiciliare richiesta dai genitori perché date le sue condizioni fisiche, la piccola aveva bisogno di un fisioterapista.

Le indagini e l'arresto

La misura di custodia cautelare nei confronti dell'uomo è scattata lo scorso autunno, al termine delle indagini condotte dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato e coordinate dalla Procura di Viterbo. Accertamenti che hanno portato alla luce elementi a carico dell'imputato e che sono partiti a seguito della denuncia sporta dai genitori della piccola, che si sono rivolti in Questura. Gli inquirenti sono infatti convinti che il professionista, contattato per una visita domiciliare, avrebbe abusato della bimba in carrozzina. Il fisioterapista, che lavorava per la sede distaccata di Santa Marinella dell'ospedale Bambin Gesù, è stato sospeso cinque mesi fa.