Colosseo
in foto: Colosseo

Se un turista avesse visitato Roma antica, probabilmente avrebbe notato che la capitale dell'Impero era popolata da un miscuglio di etnie. Più o meno, dal punto di vista antropologico, sarebbe stato come passeggiare nella New York dei giorni nostri. Per strada sarebbe stato facilissimo incontrare persone arrivate dal nord Africa, in generale dai paesi del Mediterraneo e soprattutto dal Vicino Oriente. Lo dimostrano i risultati di un monumentale studio genetico condotto da ricercatori delle università di Harvard, de La Sapienza di Roma e dell'università di Vienna. Una ricerca che è valsa all'equipe di studiosi la copertina della prestigiosa rivista scientifica ‘Science'.

L'analisi sul dna di 129 individui

La ricerca ha analizzato campioni di dna umano provenienti da 29 siti archeologici del Lazio e dell'Abruzzo. In particolare è stato studiato il codice genetico di 129 individui. Già molto prima che Roma fosse fondata, nel 6mila avanti Cristo, sul territorio dell'odierna città vivevano anche persone di origine anatolica e, sorprendentemente, anche iraniani. Poco più avanti nel tempo, arrivarono anche popolazioni della steppa ucraina. Con la fondazione di Roma e con la nascita dell'Impero, la variabilità genetica è aumentata ancora di più. "Roma era come New York: una concentrazione di persone di diverse origini", ha dichiarato il genetista Guido Barbujani, dell'università di Ferrara.

Nella Roma imperiale tantissime persone originarie del Vicino Oriente

"Non ci aspettavamo di trovare una così ampia diversità genetica già al tempo delle origini di Roma, con individui aventi antenati provenienti dal Nord Africa, dal Vicino Oriente e dalle regioni del Mediterraneo europeo", ha spiegato Ron Pinhasi, docente di antropologia a Vienna e uno degli autori della ricerca. Con la fondazione e la successiva espansione dell'impero, il movimento delle persone verso Roma aumentò a dismisura grazie al commercio, alla costruzione delle strade, alla schiavitù e alle guerre. In quel periodo a Roma si assiste a un aumento soprattutto di persone in arrivo dal Vicino Oriente. "L'analisi del DNA ha rivelato che, mentre l'Impero Romano si espandeva nel Mar Mediterraneo, immigranti dal Vicino Oriente, Europa e Nord Africa si sono stabiliti a Roma, cambiando sensibilmente il volto di una delle prime grandi città del mondo antico",ha spiegato  Jonathan Pritchard, genetista e biologo dell'università americana di Stanford. Alla ricerca ha partecipato anche il professor Alfredo Coppa, che insegna Antropologia all'Università di Roma La Sapienza: "Per la prima volta uno studio di cosi' grande portata e' applicato alla capitale di uno dei più grandi imperi dell'antichità, Roma: la novità è aver identificato e quantificato, grazie ai dati biologici, le direttrici migratorie da cui sono arrivate le popolazioni durante la crescita dell'Impero Romano"