Stupro tassista, il Riesame conferma: Borgese deve restare in carcere

Simone Borgese, il trentenne romano che ha confessato di aver violentato una tassista lo scorso 8 maggio, deve restare in carcere. Lo ha deciso il tribunale del Riesame presieduto da Filippo Steidl che ha confermato la decisione del gip Flavia Costantini. I giudici hanno evidenziato l’elevata pericolosità di Borgese. “Ha lucidamente condotto la vittima in un posto isolato” e questa è una delle ragioni per cui si ritiene necessaria l’applicazione di una “misura di massimo rigore”. Così si legge nella motivazione dell’ordinanza. Secondo i giudici, che hanno accolto parere negativo alla scarcerazione del pm Eugenio Albamonte, Borgese potrebbe darsi alla fuga per evitare l’elevata pena prevedibilmente irrogabile all'esito del giudizio per i due reati in addebito". Per Simone Borgese c’è anche il pericolo di reiterazione del reato, vista la denuncia presentata da una 17enne che ha raccontato di aver subito un abuso sessuale in ascensore nel giugno del 2014.