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Stupro di una tassista, Simone Borgese rinviato a giudizio

L’uomo, accusato dello stupro di una tassista avvenuto lo scorso 8 maggio, andrà davanti ai giudizi della quinta sezione penale il prossimo 6 ottobre.
A cura di Enrico Tata
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Simone Borgese è stato rinviato a giudizio. L’uomo, accusato dello stupro di una tassista avvenuto lo scorso 8 maggio, andrà davanti ai giudizi della quinta sezione penale il prossimo 6 ottobre. Borgese dovrà rispondere dei reati di violenza sessuale aggravata, lesioni e rapina. Queste le richieste formulate dal pm della procura di Roma Eugenio Albamonte. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, una tassista di 43 anni, romana, aveva prelevato Borgese alle 7 di mattina in via Aurelia con destinazione viale Pescina Gagliarda, una stradina sterrata e isolata nella zona di Ponte Galeria. Lì il trentenne cameriere romano avrebbe abusato sessualmente di lei costringendola a praticargli un rapporto orale minacciandola con un coltello.

La difesa di Borgese aveva chiesto la concessione del rito abbreviato condizionato alla concessione di una perizia psichiatrica alla luce di presunti disturbi della personalità manifestati dall'imputato. Né i giudici, né il pm Eugenio Albamonte hanno ritenuto che ci fossero i presupposti. “Mi pento di tutto quello che ho fatto”, aveva detto Borgese, durante l'udienza del tribunale del Riesame, che si è tenuta a fine maggio e che doveva decidere sulla istanza di scarcerazione presentata dal difensore del ragazzo.

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