Nel giorno in cui il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha lasciato il Viminale è stato annunciato lo stop degli sgomberi a Roma. Lo ha deciso ieri il tavolo per l'ordine pubblico e la sicurezza che si è svolto in Prefettura: prima si dovranno trovare soluzioni alternative, poi si potrà procedere con la liberazione degli stabili occupati. Fanpage.it ha intervistato Maurizio Politi, consigliere comunale e capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, sul "nuovo clima" in città come conseguenza del cambio degli equilibri di governo.

Matteo Salvini lascia il Viminale e lo stesso giorno si annuncia lo stop degli sgomberi a Roma. La "discontinuità" tra l'esecutivo giallo-verde e quello giallo-rosso parte da Roma?

I segnali a cui stiamo assistendo sono allarmanti. Le aperture del Partito democratico al sindaco Raggi sono agghiaccianti: fino a ieri hanno definito l'amministrazione capitolina la peggiore d'Italia, e oggi pensano di andarci a braccetto, non solo a Roma ma anche alla Regione. Purtroppo ciò che crediamo è che quello sugli sgomberi sia solo il primo di una serie di segnali di una nuova alleanza mirata solo a gestire il potere contro la volontà popolare.

Cambierà ora l'opposizione della Lega alla sindaca Virginia Raggi?

No, la nostra opposizione – come è sempre stata anche quando c'era il contratto di governo – rimane dura e ferma contro quella che è una delle peggiori amministrazioni d'italia.

Sgomberi o no, l'emergenza abitativa a Roma è un problema concreto.

Pd e M5s continuano a parlare di emergenza abitativa sul caso sgomberi. In realtà si tratta di un'emergenza criminale, siamo in mano a una serie di soggetti che occupano e ricattano le persone nelle occupazioni e di converso con quelle persone ricattano l'amministrazione. Vanno messe in carcere. Ovviamente non chi sta dentro, ma chi gestisce il fenomeno delle occupazioni sfruttando la disperazione. E che un'amministrazione tratti con soggetti criminali è assurdo.

Come si risolve il problema abitativo senza acuire ancora le tensioni sociali?

Esistono dei procedimenti come gli alloggi popolari, i buoni affitti e la sala operativa sociale. È chiaro che l'emergenza abitativa è un fenomeno da affrontare, ma nel rispetto delle regole. Non possono esistere organizzazioni che agiscono in maniera criminale. Ieri, quando si parlava dello sgombero di Caravaggio, l'amministrazione è stata minacciata dagli occupanti e dalle associazioni che li gestiscono. Questi soggetti vanno eliminati dalla scena politica. Purtroppo il nuovo patto tra sinistra e M5s porta queste persone – esattamente come quando governavano Veltroni e Marino – a essere soggetti interlocutori della giunta comunale. Noi rimaniamo fermi sul fatto che si debba procedere con gli sgomberi. Quello che fa paura è che appena il ministro dell'Interno ha lasciato il Viminale, sinistra e M5s (che a Roma e in Regione avevano negato di essere alleati), hanno dimostrato in realtà di avere convergenza su tantissimi temi. Stanno esponendo i romani all'alleanza più agghiacciante che sia mai esistita. C'è un solo grande assente: la dignità.