Una fiaccolata per ricordare Pamela Mastropietro, la 18enne trovata a pezzi in due valigie nelle campagne di Pollenza, in provincia di Macerata. Si è svolta questa sera, 13 aprile, a Roma: a organizzarla il coordinamento delle Associazioni a Tutela delle Vittime Dimenticate assieme alla famiglia della ragazza. Al corteo, partito alle ore 19 in via Saluzzo e terminato in piazza Re di Roma, sono intervenuti i familiari di Pamela e le associazioni aderenti all'iniziativa, oltre alla sindaca Virginia Raggi. In piazza Re di Roma l'amministrazione capitolina ha infatti deciso di porre una targa in ricordo della ragazza. Pamela abitava insieme alla madre, Alessandra Verni, proprio nel quartiere Appio-Latino di Roma.

La madre di Pamela: Lutto nazionale per i funerali

Proprio dalla madre di Pamela sono arrivate parole dure di condanna per "una morte che poteva essere evitata". La donna ha chiesto alle istituzioni di istituire il lutto nazionale per il giorno in cui saranno celebrati i funerali della figlia. Da Alessandra Verni sono poi state mosse accuse anche contro il Papa: "mia figlia è stata battezzata, comunicata, cresimata. Non abbiamo avuto nessuna parola di conforto dal vescovo di Roma. Perché?". Centinaia i partecipanti alla fiaccolata. In tanti, tra loro anche la sindaca Raggi, indossavano delle magliette bianche con la scritta: "Io sono Pamela".

Gli organizzatori: Pamela non può essere dimenticata

Gli organizzatori avevano spiegato così i motivi che li hanno spinti ad organizzare l'iniziativa: “Pamela non può essere dimenticata per questo riteniamo importante che l’amministrazione capitolina abbia deciso di porre una targa a Piazza Re di Roma proprio lo stesso giorno e nelle stesso luogo in cui si svolgerà ed arriverà il corteo che vedrà la partecipazione di numerose associazioni e vittime dimenticate. La sua uccisione, così violenta, barbara, efferata, oltre a sconvolgerci al di là di ogni immaginabile, ci pone anche tanti interrogativi, sul nostro Stato, sulla nostra classe politica. Dove erano i responsabili della struttura nella quale Pamela era in cura quando si è allontanata? Perché nessuno la controllava? È urgente svolgere verifiche approfondite su come funzionino queste strutture e su come vengano gestiti gli ingenti fondi pubblici di cui esse sono destinatarie: perché Pamela non è stata la prima e non sarà l’ultima ad essere vittima di questa palese mala gestione. Storie di allontanamenti o di fughe simili, si sentono sempre più spesso, oltre a morti sospette ed a tentativi di suicidi. La madre era certa che lì, in quella comunità, Pamela sarebbe stata seguita bene, sperava di vederla tornare a sorridere. Invece no, Pamela è stata uccisa, da alcuni barbari, che allo stato dei fatti sembrano corrispondere ad alcuni immigrati nigeriani, giunti clandestinamente in Italia, non per riscattarsi ma per delinquere, per spacciare droga". Queste le associazioni che hanno aderito alla fiaccolata: Antares onlus (Associazione Nazionale Tutela Adolescenti Residenti), Officina delle Idee 23, Risorgimento Liberale, Comitato Nazionale Difesa Bambini e Famiglia, Donne per la Sicurezza Onlus, Fare Ambiente, Movimento Nazionale per la Sovranità, Difendiamo l’Italia, Osservatorio Vittime Violenza.