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Sparatoria e rissa davanti al Gay Village, gli organizzatori: “Abbiamo paura”

Un uomo in sella a una motocicletta, con il volto coperto da un casco, ha sparato due colpi di pistola contro i vigilantes. Nessun ferito. Forse è una ritorsione contro gli agenti della sicurezza, che poco prima avevano sedato una rissa tra due gruppi di ragazzi.
A cura di Enrico Tata
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Sparatoria davanti al Gay Village di Roma. Due colpi di pistola esplosi alle prime luci del mattino contro i vigilantes. A sparare è un uomo in sella a una moto con il volto coperto dal casco. Non c'è nessun ferito, per fortuna. La serata non era finita nel modo migliore dopo il concerto di Paola Turci. Alle 3 di notte gli agenti della sicurezza sono intervenuti per mettere fine a una rissa scoppiata tra due gruppi di giovani, che inizialmente hanno opposto resistenza, ma poi si sono allontanati tranquillamente. Sembrava tutto risolto per il meglio, poi i colpi di pistola all'ingresso. La sparatoria, avvenuta alle cinque di mattina all'uscita secondaria di via delle Tre Fontane, potrebbe essere una ritorsione contro i vigilantes, colpevoli di essere intervenuti per sedare la lite. Dopo gli spari, l'uomo è scappato in sella al suo T-Max nero. A terra viene trovata la pistola. Sul caso indagano gli agenti del commissariato Esposizione. La polizia ha già acquisito i filmati delle telecamere di sicurezza del Gay Village e del parcheggio per cercare di identificare i responsabili della rissa e l'uomo che ha sparato.

"In questo momento ci sentiamo soli in un'area altamente a rischio siamo preoccupati per i nostri lavoratori perché quanto accaduto ha dimostrato che il problema della sicurezza in città diventa sempre più impellente, i poliziotti del commissariato stanno lavorando in maniera esemplare, ma sono pochi e senza risorse economiche per pagare gli straordinari. Chiediamo al sindaco Virginia Raggi di intervenire, qui c'è un degrado assoluto e noi facciamo anche l'impossibile per combatterlo, ma da soli non possiamo farcela", dichiara Imma Battaglia, leader del movimento Lgbt. Gli investigatori escludono comunque il movente dell'omofobia dai possibili motivi della sparatoria. Secondo loro non c'è nessun collegamento tra gli spari e la comunità omosessuale.

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