Sorelline bruciate vive nel camper a Centocelle, Serif Seferovic condannato all’ergastolo

È stato condannato all'ergastolo Serif Seferovic, il ventenne che il 10 maggio 2017 ha dato fuoco a un camper con dentro un'intera famiglia. Nel rogo persero la vita tre sorelle di venti, otto e quattro anni. A emettere la sentenza, la III Corte d'Assise di Roma. Condannata nel 2018 anche la cognata di Seferovic, Lisabeta Vicola: la donna ha scelto il rito abbreviato e dovrà scontare vent'anni di carcere. Ricercato ancora Ranato Seferovic, il fratello di Serif: irreperibile, si ritiene sia in Bosnia e non può essere estradato. Era stato arrestato nel 2018 per il lancio delle bombe molotov contro il camper, ma è stato rilasciato 24 ore dopo perché non poteva essere portato in Italia. Ci vollero mesi affinché Serif e Lisabeta fossero individuati e arrestati: il giovane, di appena vent'anni, è stato catturato a Torino. Solo poco prima aveva patteggiato una condanna a due anni: Serif è uno dei due uomini che rubò la borsa a Zhang Yao, la studentessa cinese arrivata da poco a Roma e morta investita da un treno nel tentativo di raggiungere i ladri e recuperare le sue cose.
Sorelline bruciate vive, il lancio delle molotov contro il camper
"Ho ammazzato delle persone, si sono sciolte come candele". Queste le parole che hanno inchiodato Serif Seferovic: il ragazzo ha confidato alla madre il terribile omicidio compiuto nel parcheggio di Centocelle, e la donna lo ha poi riferito al padre del ragazzo. La terribile uccisione è stata decisa a causa di una faida avvenuta tra le famiglie Halilovic e Seferovic quando entrambe si trovavano ancora nel campo rom di via Salviati. Erano le 3.04 quando Serif, insieme a un commando di altre due persone, si è avvicinato al camper parcheggiato a Centocelle per mettere in atto una strage. Tredici persone sarebbero dovute morire nel rogo, tra cui Romano Halilovic, il padre delle sorelline bruciate vive. L'uomo con la moglie e otto figli si sono riusciti a salvare, ma per Elizabeth, Francesca e Angelica non c'è stato nulla da fare. Dormivano nella parte alta del camper e non sono riuscite a scendere in tempo. Sono state arse vive, trovando una morte orribile.