Virginia Raggi
in foto: Virginia Raggi

Il 66,8 per cento dei romani, quasi 8 su 10, è contrario alla ricandidatura di Virginia Raggi. Favorevole il 25 per cento con un 8,1 per cento che preferisce non esprimersi. Il sondaggio è stato realizzato pochi giorni fa da Termometro Politico per il quotidiano Affaritaliani.it. A credere a un'alleanza elettorale tra il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle è solo il 6,8 per cento degli intervistati, mentre il 42,1 per cento crede che questa convergenza ci sarà solo al ballottaggio e il 41,3 per cento non crede che questa ipotesi possa verificarsi.

Per quanto riguarda il centrodestra, il leader della Lega, Matteo Salvini, ha proposto di candidare un manager esperto a sindaco di Roma. Il 32 per cento dei romani è d'accordo, mentre è contrario il 22 per cento che preferirebbe un politico. Per il 42 per cento, invece, l'importante è che sia capace, non la sua storia.

Rutelli miglior sindaco di Roma, segue Veltroni poi Raggi

Qual è stato il miglior sindaco di Roma per i partecipanti al sondaggio? Rutelli per il 32 per cento, Veltroni per il 19 per cento, Raggi per il 18,5 e Alemanno per il 18,2 per cento. Ignazio Marino ultimo con il 6,6 per cento.

L'assessore capitolino Antonio De Santis sottolinea il dato del 25,1 per cento di cittadini di Roma che auspicano una ricandidatura: "Ma titoli, enfasi e squilli di tromba risuonano ovviamente per affermare che il 66,8% sia contrario. Le cifre non si interpretano, ma la visuale da cui si osservano incidono e influenzano. Lo spartito ormai è scolpito nella pietra da 4 anni: quando si parla di Virginia Raggi il bicchiere è sempre mezzo vuoto. Regola aurea di analisi e titoli. E allora abbiamo deciso di analizzare l’impopolarità di Sindaci e Governatori che le elezioni le hanno vinte. Quindi utilizzando il parametro in voga quando si parla di Virginia Raggi, potremmo dire che Sala nel 2016 al primo turno fosse detestato dal 59% dei milanesi dato che ottenne il 41%. Oppure che De Luca fosse avversato dal 59% dei campani nel 2015. Senza dimenticare che l’adorato Zaia, sempre nel 2015, veniva bocciato dal 50% dei veneti".