Il Comune di Velletri ha varato una serie di linee guida sul linguaggio che i dipendenti dovranno osservare per limitare le disuguaglianze di genere, almeno nella lingua scritta e parlata. E così, il documento consegnato ai lavoratori stabilisce che nella redazione degli atti bisogna fare attenzione a: sostituire ruoli di professioni e ruoli ricoperti da donne, declinati al maschile, con i corrispondenti femminili. Abolire il maschile inclusivo e sostituirlo con le due forme maschile e femminile, evitare l'uso delle parole uomo e uomini in senso universale e prediligere termini neutri come personale o popolazione. Si esortano inoltre i dirigenti e i dipendenti comunali a evitare di dare la precedenza al maschile quando si parla di uomini e donne, a non parlare di paternità o fraternità quando si sia in presenza di generi diversi, a non accordare il participio passato al maschile quando ci trovi in presenza di una maggioranza femminile. In quest'ultimo caso si suggerisce di usare il genere maggioritario oppure con il genere dell'ultimo sostantivo della serie. Bisogna poi evitare di citare le donne come categorie a parte soprattutto dopo una serie di nomi maschili non marcati che potrebbero includerle o inserendole nel discorso come appendici o proprietà dell'uomo.

Linee guida del comune di Velletri, Meloni parla di ‘criminalizzazione dell'uomo'

Una rivoluzione nel linguaggio, quella nel comune di Velletri, facilitata dall'esplosione del movimento femminista in Italia e la pretesa da parte delle donne di non essere ignorate (anche) nella lingua parlata. E così sindaco è diventato sindaca, avvocato è diventato avvocata, il capitano la capitana. Tutti termini che già esistono nella grammatica ma il cui femminile non è mai stato preso in considerazione, sopratutto quando si tratta di posizioni di potere. Ma da tempo, nonostante questa sia un'impostazione del tutto corretta, c'è chi ha iniziato una vera e propria crociata contro l'uso di alcune parole al femminile e l'utilizzo di un linguaggio più equo. Tra questi c'è Giorgia Meloni, che è intervenuta proprio in merito alle linee guida stilate dal Comune di Velletri: "Nell'ennesimo delirio dettato dal furore ideologico di certa sinistra troviamo disposizioni del tipo ‘evitare l'uso delle parole uomo o uomini in senso universale' o ‘evitare di dare precedenza al maschile nell'oppositiva uomo donna'. Più che lotta al sessismo, questa è criminalizzazione dell'uomo. E lo dico da donna". E così, se termini come ‘petaloso' o verbi come ‘friendzonare' sono entrati senza problemi nella Treccani, le donne devono ancora sopportare queste tristi levate di scudi.