Sigaretta elettronica vietata in uffici e ospedali del Lazio. La Regione interviene per arginare il fenomeno dello svapo, che da anni ha sostituito o accompagnato la classica sigaretta di tabacco, in attesa di un provvedimento dell'assessorato della Salute in fase di cantiere. A destare l'attenzione delle istituzioni è stata la morte di un diciassettenne del Brox, negli Stati Uniti, che il governatore Andrew Cuomo ha dichiarato essere stata causata da una malattia respiratoria provocata proprio dalla sigaretta elettronica. Lo stop allo svapo riguarda anche l'area circostante agli ospedali e i parcheggi, una misura che si allinea sempre di più ai divieti imposti nei confronti delle sigarette. Tra gli adulti che ne fanno uso c'è chi è spinto ad acquistarla per abbandonare il tabacco e cercare di smettere di fumare, ma ci sono anche persone che, una volta provata, si ritrovano ad usare entrambe e ad assumere ancora più nicotina, utilizzandola anche in luoghi dove accendere sigarette non è consentito.

La sigaretta elettronica è diffusa tra gli adolescenti

La Regione Lazio, in collaborazione con l’Istituto superiore della Sanità ha deciso di osservare il fenomeno specialmente nella sua diffusione tra i giovani e i giovanissimi. Sotto la lente d'ingrandimento le scuole, per capire l'uso che ne viene fatto tra gli studenti di medie e superiori. Ciò che preoccupa le istituzioni è che non ci siano studi a sufficienza che ne dimostrino gli effetti sul corpo umano a lungo termine e che quindi, come la sigaretta classica, possano rivelarsi dannose per la salute. Spesso i ragazzi infatti comprano le sostanze da inserirvi per svapare su internet, con il pretesto di risparmiare qualche euro. E tra i ragazzi c'è chi usa la sigaretta elettronica perché convinto faccia meno male e chi la sceglie per moda.