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11 Maggio 2015
15:54

Si dedicherà ai poveri Capitano Ultimo, il carabiniere che arrestò Riina

Da poco ha aperto una casa famiglia a Roma che ha chiamato come lui, “Capitano Ultimo”, e ha come obiettivo il recupero e il reinserimento di minori disagiati o figli di famiglie segnate dal crimine. Si trova nella tenuta La Mistica, alla periferia sud est di Roma.
A cura di Enrico Tata
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“L’idea è nata da un profondissimo senso di colpa. Le parole sono parole, impegnarsi è un dovere e l’ho fatto perché, insieme ai ‘miei’ carabinieri e alle persone della società civile che collaborano con noi, crediamo che l’impegno siano una preghiera e la nostra lotta”. A parlare, intervistato dall’Ansa, è Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo, il carabiniere senza volto che ha combattuto Cosa Nostra e le Ecomafie. Da poco ha aperto una casa famiglia a Roma che ha chiamato come lui, “Capitano Ultimo”, e ha come obiettivo il recupero e il reinserimento di minori disagiati o figli di famiglie segnate dal crimine. Si trova nella tenuta La Mistica, alla periferia sud est della Capitale, ed è gestita dall’associazione “Volontari Capitano Ultimo Onlus”, creata da De Caprio con l’aiuto di Raul Bova (che ha interpretato De Caprio nella serie tv “Ultimo”) e della nazionale Cantanti.

“Essere poveri, essere in difficoltà diventano qui un’opportunità per creare occasioni: qui le famiglie che ci vengono a trovare risparmiano, trascorrono giornate in serenità e ne hanno quindi una convenienza. Questa loro convenienza è creata da persone in difficoltà, da miserevoli. Queste persone, queste famiglie che ci vengono a trovare, fanno a loro volta sopravvivere le stesse persone che creano per loro questa opportunità”, spiega De Caprio sempre all’Ansa. L’intervista è fatta di spalle, il volto del carabiniere che ha messo le manette al boss dei boss, Totò Riina, rimane segreto. Dopo una vita nel reparto dei Ros dei carabinieri, dedicata alla lotta alle mafie, fu lui stesso, nel 2000, a chiedere il trasferimento. Fu assegnato al Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente, poi lavorò a Napoli nella lotta alle ecomafie, durante il drammatico periodo dell'emergenza rifiuti in Campania. Nel mezzo, la richiesta di rinvio a giudizio per l’accusa di favoreggiamento a Cosa Nostra, dalla quale è stato assolto. Ora l’ultima sfida del Capitano senza volto: l’impegno per poveri. “Non possiamo delegare ad altri, a specialisti, organizzazioni, l’impegno per la povera gente, per impedire che nel XXI secolo ci siano ancora persone che non hanno da mangiare, che non hanno da dormire, che sono sole e abbandonate: è un crimine contro l’umanità”, dice il Capitano Ultimo.

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