Riuscivano a immettere sulle piazze di spaccio reatine circa 300 dosi di cocaina, oltre 1000 dosi di eroina e oltre 10mila dosi di marjuana al mese, per un guadagno complessivo di 50mila euro. Erano loro il gruppo criminale prevalente nella zona, quello cui doveva rivolgersi chi voleva acquistare la droga. Oggi però 21 persone sono state arrestate in una vasta operazione di polizia che ha avuto luogo nelle prime ore del mattino: 14 uomini e due donne sono stati portati in carcere, mentre per i restanti sono stati disposti gli arresti domiciliari. Due, invece, sono tutt'ora latitanti e non sono stati ancora rintracciati. Si tratta di cittadini di origine nigeriana, mentre uno viene dal Camerun. Nel corso dell'operazione, coordinata dal Servizio centrale operativo della Polizia di Stato ed eseguita dagli agenti della Squadra mobile di Rieti con la collaborazione dei colleghi di altre province e l'ausilio dei Reparti Prevenzione Crimine e delle Unità Cinofile Antidroga, sono stati sequestrati tre negozi usati per nascondere e spacciare la droga.

Angelo Nero 2‘. Così si faceva chiamare uno dei pusher principali dai vari clienti. Che, per evitare di essere intercettati dalla polizia, lo avevano segnato proprio così sul loro cellulare, in modo da non far scoprire il suo nome. Le indagini però sono partite proprio da questo contatto sullo smartphone e da un piccolo sequestro di appena qualche dose di stupefacente. La polizia aveva iniziato a pedinare la persona che avevano beccato con la droga, nota fare uso di sostanze stupefacenti: in questa circostanza gli agenti si erano accorti che, almeno una volta al giorno, questa persona contattava un numero sul cellulare segnato come ‘Angelo Nero 2'. C'è bastato poco a capire che telefonava ogni volta che aveva bisogno di una nuova dose.

A seconda del tipo di droga da acquistare, c'erano diverse parole d'ordine da pronunciare. Pantalone lungo o corto per marijuana, sigaro per hashish, bianca, latte e scarpa bianca per cocaina, carne e scarpa nera per eroina. Le indagini, portate avanti dal 2018, hanno portato alla luce una vasta rete che comprendeva gli spacciatori, residenti a Rieti, e i clienti. La droga arrivava a Rieti tramite corrieri che – dopo averla acquistata nelle principali piazze di spaccio di Roma, Venezia e Castel Volturno – la portavano sui pullman, nascosta nei vestiti o nelle buste della spesa. Per destare ancora meno sospetti, in questi spostamenti erano usate delle ragazze, pagate a viaggio.