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A Roma è boom di baraccopoli: nessun alternativa per i rom che saranno sgomberati da Castel Romano

Sono quasi 30 le famiglie che entro il 10 settembre dovranno lasciare il campo rom di Castel Romano dopo la missiva ricevuta dal Comune di Roma. Dove andranno, ancora non è chiaro: il rischio è che senza valide soluzioni alternative offerte dal Campidoglio, si spostino semplicemente in altri insediamenti abusivi più piccoli.
A cura di Natascia Grbic
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"La S.V. dovrà lasciare il modulo abitativo che attualmente occupa libero da cose e persone entro e non oltre il 10 settembre 2020". A ricevere la lettera firmata dal Comune di Roma, 28 famiglie del campo rom di Castel Romano. Entro il 10 settembre se ne dovranno andare. Secondo quanto riportato dall'Associazione 21 Luglio, il Campidoglio ha offerto la possibilità di accedere ai benefici previsti dal ‘Piano rom' sottoscrivendo il ‘Patto di responsabilità solidale', che permette di accedere a soluzioni abitative alternative ai campi. C'è però un problema: le famiglie devono mostrare un'ampia documentazione. Permessi di soggiorno, passaporti, carta d’identità, tessera sanitaria, dichiarazione ISEE, certificati iscrizioni scolastiche, stati di famiglie, certificazioni sanitarie. E, secondo quanto denunciato dall'Associazione 21 Luglio, nessuna famiglia possiede questi documenti. "Di questa impossibilità oggettiva il Comune di Roma non può non esserne a conoscenza".

Questa mattina sono iniziate le operazioni di messa in sicurezza del campo di Castel Romano. Settanta agenti del corpo di Polizia Locale di Roma Capitale sono sul posto per effettuare dei controlli e stanno procedendo alla rimozione di alcune carcasse d'auto. Dal Campidoglio, al momento, ancora nessuna presa di parola sullo sgombero del 10 settembre. Eppure c'è un problema serio che andrebbe affrontato: dove andranno le persone una volta lasciato il villaggio? Che questi luoghi vadano superati è ovviamente necessario: ma senza alternative valide, il problema rimane perché i nuclei familiari si spostano semplicemente dalle ‘baraccopoli' istituzionali ai micro insediamenti abusivi. Secondo il Viminale, nella capitale ce ne sono più di 300. Un numero altissimo, in controtendenza rispetto al quadro nazionale.

L'Associazione 21 Luglio ha chiesto alla sindaca Virginia Raggi di sospendere lo sgombero. "Tale notifica – scrive l'Associazione 21 Luglio – appare come un gravissimo atto segnato da inaudita violenza che sembra ripercorrere la storia dello sgombero di Camping River, avvenuto due anni fa quando, al termine della vicenda, quasi 300 persone finirono in strada strada sulla quale, parcellizzati in una miriade di insediamenti informali, molti ancora si trovano. Per tale ragione l’Associazione chiede l’immediata sospensione dell’azione di sgombero non comprendendo l’arbitraria esclusione de facto delle 28 famiglie dalle azioni già previste dal bando per il superamento del villaggio". Sono 98 le persone che abitano nell'area F dell'insediamento di Castel Romano e che a settembre dovranno trovare un'altra soluzione abitativa. Metà sono minori, 18 hanno meno di tre anni. Le famiglie sono state trasferite a Castel Romano dopo lo sgombero di Tor de' Cenci avvenuto nel 2012.

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