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Sequestrato oleodotto Civitavecchia-Fiumicino, a novembre il disastro ambientale

l gip del Tribunale di Civitavecchia, Massimo Marasca, ha disposto il sequestro dell’oleodotto Civitavecchia-Fiumicino “finché non saranno installati adeguati sistemi di controllo atti ad impedire ulteriori reati”. Lo scorso 6 novembre la rottura di un tubo per un furto di cherosene aveva provocato gravi danni ambientali.
A cura di Valerio Renzi
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Il gip del Tribunale di Civitavecchia, Massimo Marasca, ha disposto il sequestro dell'oleodotto Civitavecchia-Fiumicino, a novembre scorso oggetto di alcuni furti che ha procurato danni ambientali per lo sversamento di cherosene. Come si legge nel dispositivo l'oleodotto non sarà riaperto "finché non saranno installati adeguati sistemi di controllo atti ad impedire ulteriori reati".

I fatti risalgono alla notte tra il 5 e il 6 novembre scorso quando la rottura di una tubazione che trasporta cherosene ha fatto svernare il liquidi direttamente nel canale Rio Palidoro che sfocia direttamente sulla costa nord della Capitale. Nonostante gli sforzi di vigili del fuoco, forze dell'ordine e capitaneria di porto i danni ambientali sono stati ingenti, tanto che il sindaco di Fiumicino Esterino Montino è arrivato a parlare di "disastro ambientale" sul territorio da lui amministrato, con l'inquinamento di fiumi e canali d'irrigazione, e la morte di migliaia di animali. Già nei giorni precedenti alla rottura della tubatura per il furto di carburante c'erano stati episodi simili con risultati fortunatamente meno gravi.

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