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Sedici cuccioli stipati nel bagagliaio dell’auto: erano stati comprati online da una famiglia

I due truffatori, marito e moglie, sono stati fermati ieri a Valmontone. Dovranno rispondere alle accuse di maltrattamento di animali, traffico illecito di animali da compagnia, truffa ed altri reati.
A cura di Enrico Tata
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Maltesi, bulldog, barboncini, volpini e chihuahua. Sedici cuccioli in tutto e tutti stipati in piccole gabbie nel portabagagli di un'automobile. Erano stati acquistati online da una famiglia di Valmontone, provincia di Roma, a cui due truffatori, marito e moglie di 32 e 36 anni, li stavano portando. Sono stati scoperti in seguito ad indagini del nucleo investigativo delle guardie zoofile di Fare Ambiente, che nella serata di ieri hanno intercettato la macchina carica di cagnolini all'uscita dell'Autostrada A1 a Volmontone.

Marito e moglie, con precedenti penali specifici, dovranno rispondere alle accuse di maltrattamento di animali, traffico illecito di animali da compagnia, truffa ed altri reati. Secondo Fare Ambiente il giro di affari del commercio illecito di cuccioli in Italia si aggira intorno ai 500 milioni di euro. I cani, comprati di soli in Europa dell'Est a circa 100 euro, vengono rivenduti a un costo quindici volte maggiore, circa 1500 euro. "A causa delle pene troppo blande, di veterinari compiacenti, dell’assenza di adeguato impegno degli organi sanitari ufficiali e dello scarso impiego di mezzi e forze dedicate ad hoc ovvero delle sempre più elusive tecniche di importare clandestinamente migliaia di piccole vite commerciate attraverso migliaia di annunci e pagine internet al di fuori di ogni controllo o in allevamenti abusivi e fatiscenti, non solo si perpetra un imponente danno erariale allo Stato, ma vengono truffati migliaia di ignari acquirenti che dopo aver comprato un cucciolo, questo spesso muore (il tasso di mortalità è intorno al 40-50%) poiché malato o troppo piccolo di età e proprio perché introdotto illegalmente sul territorio nazionale e proveniente dalle famose fabbriche di cuccioli dell’Est Europa, in primis Ungheria e Slovacchia seguiti da Paesi come l’Ucraina e la Russia che da poco si sono affacciate brutalmente sul mercato selvaggio italiano dei cuccioli”, informa Fare Ambiente.

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