Scup, Sport e Cultura Popolare è uno spazio sociale che esiste da sette anni e che da quattro svolge le sue attività all'interno di tre capannoni che si trovano su via della Stazione Tuscolana. L'edificio è stato occupato il 7 maggio 2015 dopo che gli attivisti di Scup erano stati sgomberati con le ruspe da via Nola 5, la prima sede del progetto: e da allora si sono insediati in modo così radicato sul territorio che persino la società proprietà dello stabile di via Tuscolana (Rete Ferroviaria Italiana) ha dovuto riconoscerne il valore sociale. Tanto che i tre capannoni dove si trova Scup, Sport e Cultura Popolare sono stati dati in comodato d'uso gratuito agli attivisti che tutti i giorni attraversano e fanno vivere quello che un tempo era un luogo lasciato al completo abbandono. "Abbiamo ottenuto un comodato d’uso gratuito che ci sembra un piccolo spiraglio di luce in una città impoverita e desertificata da una politica fondata su logiche securitarie e di esclusione – hanno scritto gli attivisti di Scup, Sport e Cultura Popolare in un comunicato – Questo spiraglio lo vogliamo condividere con tutt* voi perché ci auguriamo che possa diventare una luce abbagliante. Perché alla dilagante retorica del “confine”, dell’isolamento e dell’esclusione, a chi vorrebbe annichilire ogni slancio alla vita e alla solidarietà, vogliamo continuare a rispondere con la costruzione quotidiana di percorsi e pratiche di condivisione, autorganizzazione e mutualismo".

Scup, una progettualità sportiva e culturale fondamentale per il territorio

Ottenere il comodato d'uso gratuito non è stato facile per Scup. Appena si sono insediati, gli attivisti hanno fatto pressione sul Municipio VII per parlare con Rete Ferroviaria Italiana (RFI), la società proprietaria dell'immobile. E ci sono riusciti. "Abbiamo dimostrato come la nostra fosse una progettualità sportiva e culturale fondamentale per il territorio – ha raccontato Chiara, attivista di Scup, a Fanpage.it – E abbiamo anche allegato al progetto delle lettere dei comitati di quartiere e delle associazioni che appoggiavano la nostra interlocuzione". Monica Lozzi, la presidente del Municipio VII, ha sostenuto Scup nel percorso verso l'ottenimento del comodato d'uso gratuito, che è stato molto lungo. Ma sono molte le persone che hanno sostenuto gli attivisti in questa battaglia. Tanto che si è formato persino un pool di esperti per aiutarli con la stesura del loro progetto. "Intorno al nostro percorso si sono attivati ingegneri, architetti e altre figure professionali che hanno elaborato quelle parti del programma che avevano a che vedere con la riqualifica dei tre capannoni".

"Siamo una comunità radicata nel territorio"

L'ottenimento del comodato d'uso da parte di Scup, Sport e Cultura Popolare è stato possibile grazie a un radicamento molto forte sul territorio e a un lavoro fatto a livello cittadino che ha permesso di avere dalla sua il sostegno della cittadinanza. "Quello che vogliamo mettere in campo in questa nuova fase con il comodato d'uso gratuito si inserisce in un piano più generale di riqualifica del territorio del Tuscolano – continua Chiara – Per il momento abbiamo avviato delle riunioni con altri comitati e associazioni con cui siamo entrati in rete e seguito la vertenza di piazza Ragusa, con cui abbiamo fatto le passeggiate della memoria e affrontato il discorso di riqualifica della stazione Tuscolana, di Villa Fiorelli e di tutto il quadrante". Il prossimo passo quindi, oltre al continuare le normali attività quotidiane all'interno di Scup, sarà quello di continuare con la valorizzazione di quella zona di Roma. "Qui ci sono molti stabili abbandonati e stiamo lavorando in questo senso. Scup è inserito in un territorio che lo sostiene e che a sua volta è sostenuto da Scup. E tutto questo grazie a un radicamento ormai riconosciuto da tutto il quartiere".