Le scuole di Roma avrebbero bisogno di ben 9,2 miliardi di euro d'interventi per tutti gli edifici. È quanto emerso dal rapporto sull'edilizia scolastica rispetto al 2018 e 2019 dei ricercatori della fondazione Giovanni Agnelli pubblicato da Laterza e presentato ieri a Torino nella scuola media Enrico Fermi. Una cifra da capogiro quella necessaria alle strutture scolastiche della Capitale, a fronte di 200 miliardi di euro in tutta Italia. Edifici che, dal centro storico alle periferie, per il 46 per cento dei casi sono stati costruiti dal 1976 in poi. Interventi che vanno da solai e controsoffitti a porte e pareti da rimettere a nuovo, ma in realtà mancano i fondi già per la manutenzione ordinaria.

Quanto sono vecchie le scuole di Roma

Secondo quanto emerso nel report, le scuole di Roma sono mediamente vecchie rispetto alla media italiana: 37 le più antiche, risalenti a fine Ottocento, 34 tra il 1900 e il 1920, 143 di epoca fascista e complessivamente 929 su 1.743 costruite prima del 1975, ossia antecedenti alle norme di riferimento per la costruzione. Ed è proprio la caratterizzazione di edificio storico o la posizione in cui è collocato che in alcuni casi renderebbe difficili gli interventi, spesso considerati carenti.

I rischi per gli studenti

Una manutenzione insufficiente, è chiaro, potenzialmente può compromettere lo stato di salute di un edificio scolastico, con crollo del tetto, com'è successo due anni fa al Virgilio, di controsoffitti, come accaduto a novembre nella scuola elementare "Angeli della Città" al Tufello, che fortunatamente e solo per caso non ha raggiunto i bambini. Altri fattori di rischio riguardano il contesto in cui si collocano gli edifici scolastici, alcuni dei quali si trovano non molto distanti da ripetitori o in prossimità di strade altamente trafficate.

Quanto spende all'anno una scuola di Roma

Ammontano invece a una media di 10.500 euro all'anno le spese di una scuola della Capitale, cifre in bolletta che potrebbero scendere fino a 6.400 euro, grazie ad interventi di ammodernamento,. Per quanto riguarda il riscaldamento, altro tema ostico in quanto a causa dei sistemi attempati e di guasti, alla vigilia di ogni inverno si ripresenta il problema termosifoni spenti, con classi al freddo e studenti con il giubbetto, che si potrebbe risolvere con caldaie a condensazione e con il passaggio dai termosifoni ai climatizzatori. Altro cambiamento utile potrebbe rivelarsi l'inserimento delle luci a led, e, nei bagni, di aeratori sui rubinetti e ridurre la capacità dei singoli scarichi, per risparmiare acqua.