Scoperto il tempio di Marte: “Riportiamo alla luce il santuario dimenticato”

Quando le ruspe l’hanno trovato, per caso, l’hanno nascosto di nuovo. Sepolto sotto la terra a due passi dalla via Appia. Erano gli anni ’70, dovevano essere costruite le condotte di un concessionario auto. Ma nel corso degli scavi viene alla luce un antico tempio, probabilmente del III secolo avanti Cristo. Gli operai si affrettano a ricoprire tutto. “Qua non si può costruire”, dicono. Niente rilevazioni né misurazioni, solo qualche foto. E la scoperta rimane per decenni tra le scartoffie ingiallite della Sopraintendenza fino a quando un’archeologa dell’Università Roma Tre, Rachele Dubbini, ritrova quelle foto per caso. "Ho fatto un salto sulla sedia quando mi è finita tra le mani la prima foto . In quello scatto ingiallito, mischiato a molti altri, si vedeva chiaramente una teca con quattro lastroni, una sorta di cassetta delle offerte. E poi da un'altra foto è venuto fuori il frammento di parete affrescata, un lacerto di mosaico pavimentale. Insomma, tutto fa pensare a un santuario come quelli greci a doppia cella. Rarissimo in Italia”. Così aveva raccontato Dubbini a Repubblica un anno fa.
Oggi la studiosa ha raccontato la sua scoperta: dovrebbe trattarsi del santuario dedicato al dio della guerra sull'Appia. Quello che si vede dalle foto, è un edificio "interamente costituito da grandi blocchi di cappellaccio" risalente al IV secolo avanti Cristo, “periodo medio repubblicano”. Si tratta, dice Dubbini, di “un maestoso tempio pubblico che dava il benvenuto a chi si avvicinava a Roma. Potrebbe essere il santuario di Marte che viene segnalato nei pressi dell'Almone e a sinistra della via Appia, più o meno dove si trova quello scoperto ma poi ricoperto nel 1970″. "Data, luogo, misure: sono elementi convincenti, l'ipotesi sta in piedi eccome", conferma Rita Paris della Sopraintendenza di Roma. "Sull'Appia abbiamo tanti resti di età imperiale o tardo repubblicana, ma niente del quarto secolo. Di luoghi sacri, tante sono le testimonianze superstiti, ma nessun tempio di culto pubblico quale quello dedicato a Marte alle porte della città". L’edificio potrebbe essersi conservato perché sommerso dai fanghi del fiume Almone, ma potrebbe essere stato rovinato dalle ruspe quando è venuto alla luce nel 1970. Per saperlo bisognerà scavare.