Il gruppo romano delle sardine diventa autonomo e non sarà più legato a quello di Bologna guidato da Mattia Santori. Lo ha annunciato il portavoce Stephen Ogongo, dopo che il leader bolognese si è fatto fotografare insieme agli imprenditori Luciano Benetton e e Oscar Farinetti al Fabrica, il centro di formazione per comunicatori fondato dalla famiglia Benetton. La foto ha scatenato una grossa ondata di polemiche, così forti che il gruppo romano ha deciso di salutare Santori e fare da solo. "L'incontro che i fondatori delle Sardine hanno avuto con Luciano Benetton è stato sbagliato, inopportuno. Un errore politico ingiustificabile, ma solo l'ultimo degli errori che Mattia Santori, Roberto Morotti, Giulia Trappoloni e Andrea Garreffa hanno commesso nelle ultime settimane – si legge nel post pubblicato da Ogongo – Da questo momento le Sardine di Roma non fanno più riferimento ai 4 fondatori di Bologna né alla struttura che stanno creando. Le Sardine di Roma ripartono da quei valori che hanno fatto della manifestazione di Piazza San Giovanni la più grande e la più partecipata delle sardine: uguaglianza, libertà, giustizia sociale. Affiancarsi agli squali, o diventare come loro, non ci rafforza ma ci indebolisce, ci rende prede inconsapevoli".

Ma non è solo la foto con Benetton il problema. L'immagine che mostra i leader delle Sardine sorridenti insieme all'imprenditore, è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Gli "scissionisti" hanno infatti lamentato un problema di democrazia nel gruppo nazionale, che non solo limita, ma addirittura ostacola la partecipazione degli attivisti. E dato che in molti vogliono invece partecipare, hanno deciso di rendersi autonomi. Il post pubblicato da Stephen Ogongo non è stato però preso bene dalle persone nel gruppo Facebook, che hanno iniziato ad attaccarlo chiedendogli di ritirare quanto detto.

"È un fatto noto che la famiglia Benetton è la maggior azionista di Atlantia e della società infrastrutturale Autostrade per l'Italia, tuttora compromessa con il tragico crollo del Ponte Morandi di agosto 2018 che ha causato la morte di 43 persone – continua il post – Chi lotta per la giustizia sociale e per un nuovo modo di fare politica non può dimenticare il grido di dolore delle famiglie delle vittime di Genova. Per chi ha creduto nei valori espressi nelle piazze delle Sardine è stata una delusione enorme che ha minato gravemente l’integrità e la credibilità del movimento. (…). Credo sia giunto il momento di ritornare alle origini del movimento delle Sardine, che era ed è un fenomeno spontaneo, aperto a tutti quelli che vogliono auto organizzarsi senza controlli e regole imposte dall'alto. Le Sardine di Roma tornano in mare aperto: la nostra forza sarà la comunità, l’essere in tanti e il saper stare insieme".