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Sarcofagi, statue e vasi romani: la casa del “tombarolo” sembra un museo

Per Michele Della Polla, 54 anni, titolare di una ditta di scavi, è arrivata la condanna: 6 mesi di reclusione, con l’accusa di aver trafugato reperti di valore storico e artistico. Un tesoro frutto di anni e anni di scavi con la ditta di sua proprietà.
A cura di Enrico Tata
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Sarcofagi in marmo, frammenti di statue, vasi romani. A casa aveva di tutto, sembrava un museo. E alla sovraintendenza dei beni archeologici non aveva denunciato nulla. Per Michele Della Polla, 54 anni, titolare di una ditta di scavi, è arrivata la condanna: 6 mesi di reclusione, con l'accusa di aver trafugato reperti di valore storico e artistico. Un tesoro frutto di anni e anni di scavi con la ditta di sua proprietà. Quello che le scavatrici portavano alla luce, lui lo portava a casa sua per arricchire la sua collezione. E nei dintorni della Capitale davvero non è difficile trovare reperti archeologici di epoca romana.  Accatastati in un magazzino di proprietà di Della Polla la Guardia di Finanza ha rivenuto una lucerna in terracotta, tegolini di argilla rosata e frammenti di sculture antiche (la foto non si riferisce alla "collezione" di Della Polla). “Importanti testimonianze di epoca romana”, si legge nel verbale redatto dai finanzieri.

“Non ho denunciato nulla alla sovraintendenza per i beni archeologici perché non ritenevo che si trattasse di qualcosa di valore storico o artistico. Pensavo fossero oggetti senza valore, come quelli che spesso si trovano durante le escavazioni”, è stata la difesa di Della Polla riportata oggi dal Messaggero. L'imprenditore ha accusato poi un suo dipendente: “I sarcofagi e gli altri oggetti sequestrati furono trovati da un mio dipendente che è poi deceduto nel 2009 in un incidente sul lavoro”. Poi questo dipendente li avrebbe accatastati nel magazzino. Una difesa che non ha convinto i giudici e per questo Della Polla è stato condannato a scontare sei mesi in carcere.

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