Beppe Vessicchio è uno dei protagonisti indiscussi di Sanremo. Ma non solo di questa settantesima edizione, anche di quelle che si sono succedute negli scorsi anni. Il direttore d'orchestra, dopo due anni di assenza dall'Ariston, è tornato tra l'acclamazione social. E anche quella del suo quartiere a Roma, Montesacro. Chi abita in questo quadrante, infatti, parla di Beppe Vessicchio come di una leggenda. Non è raro vederlo in giro per il quartiere con le buste della spesa o a fare l'aperitivo al Caffè Rosati di piazzale Adriatico. Sempre disponibile e cortese, quando lo si incrocia non sembra di avere a che fare con un gigante della musica italiana, ma solo con un placido vicino di casa che la mattina va a prendere caffè e cornetto al bar.

Beppe Vessicchio ha iniziato a condurre il Festival di Sanremo negli anni '90, diventando uno dei personaggi imprescindibili della kermesse. Quando nel 2017 non era stato più visto alla conduzione dell'orchestra, gli spettatori hanno pensato inizialmente a uno scherzo, convinti che prima o poi saltasse fuori. E invece così non è stato. Fortunatamente la pausa sanremese che si era preso è finita, e, tra la felicità degli spettatori a casa (ma anche quella degli artisti in gara), è tornato sul palco dell'Ariston. Lui però, non fa solo il direttore d'orchestra: si dedica alla ricerca scientifica nel mondo del suono, alla composizione classica, al volontariato. In un'intervista a la Repubblica ha dichiarato che Sanremo oggi potrebbe farsi tranquillamente senza direttore: oggi i musicisti hanno un metronomo nelle cuffie e sanno perfettamente cosa devono fare. Non poteva essere però 70esima edizione del Festival senza Beppe Vessicchio, amatissimo dal pubblico e dagli artisti.