Il prossimo 3 giugno il cinema Maestoso, la più antica multisala di Roma, chiuderà per sempre. La società Circuito Cinema, che lo gestisce da anni, ha annunciato la restituzione dei locali di via Appia Nuova e il licenziamento di otto lavoratori. I cittadini, con una raccolta firme e una petizione lanciata su Change.org, stanno cercando di evitare la chiusura. Secondo loro con la fine del cinema Maestoso "nell’intero quadrante sud-est verrebbe a mancare un importante punto di aggregazione socio-culturale per centinaia di migliaia di cittadini".

La sala, si legge sul sito ArchiDiAP, è stata costruita dall'ingegnere Riccardo Morandi nel 1957 e riveste una notevole importanza dal punto di vista storico e architettonico. "La struttura del teatro cinema originario, attualmente riadattato a multisala – si legge – era costituita da sei grandi portali zoppi precompressi e rastremati che, dall’ingresso al proscenio, segnavano longitudinalmente la grande sala sorreggendo al tempo stesso il blocco delle residenze sovrastante. L’opera testimonia la grande padronanza di Morandi nell’uso della tecnica di precompressione, perizia che gli consentì di tradurre le scelte tecnologiche in soluzioni di notevole potenza figurativa.  L’ opera di Morandi  definisce, contestualmente a quella di altri maestri come Nervi, Luccichenti e Moretti,  una vera e propria linea di ricerca sulla forma della struttura come carattere principale della forma dell’architettura, ovvero, come testimoniato nelle pagine della rivista diretta da Moretti “Spazio”, il compimento di una traiettoria in cui la struttura della forma e la forma della struttura coincidono, ed in cui le potenzialità del cemento armato sono scandagliate in tutte le loro declinazioni".

Il Partito democratico ha presentato una mozione in Comune e in VII Municipio per impegnare le amministrazioni a mettere in campo tutte le azioni possibili per salvare il Cinema. Si legge nella nota diffusa dal Pd: "La società ha messo in vendita l'immobile e Circuito Cinema, visto il passivo di bilancio, non si è dichiarata disponibile all'acquisto. Questa situazione, in assenza di un intervento, porterebbe alla chiusura di un simbolo e di un punto di riferimento sociale e culturale per il quartiere Alberone, oltre alla perdita di 8 posti di lavoro con conseguenze drammatiche per altrettante famiglie. Ci auguriamo che la comunità del VII Municipio, che peraltro si è già mobilitata e sta già organizzando una raccolta firme, venga ascoltata dall'Amministrazione e che possa davvero fare qualcosa per salvare una complesso dall'alto valore storico, architettonico e culturale come quello del Maestono per il quartiere Alberone e per tutta la città".