Il vicepresidente di CasaPound, Andrea Antonini
in foto: Il vicepresidente di CasaPound, Andrea Antonini

Alcune centinaia di persone si sono riunite in via Acca Larentia a Roma per il 42esimo anniversario della strage. Molti partecipanti hanno fatto il saluto romani durante la commemorazione e due giornaliste di Lapresse e Ala News sono state aggredite da uno dei manifestanti. Nel video girato dalle croniste si vede un uomo che si avvicina e dice: "Non le potete fare ste riprese, adesso te la spacco la telecamera". Si tratta di Andrea Antonini, vicepresidente di CasaPound.

Il 7 gennaio del 1978 l'omicidio di Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta

Il 7 gennaio del 1978 furono uccisi gli attivisti del Fronte della Gioventù Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta davanti a una sede del Msi. A quelle morti seguì quella di Stefano Recchioni, militante nel corso di disordini con la polizia durante una manifestazione di protesta. Sul luogo dell'omicidio sono stati deposti mazzi di fiori e anche una corona firmata da Fratelli d'Italia. "E' una ferita ancora aperta nella storia della nostra nazione: tre ragazzi, giovanissimi, vengono uccisi dall'odio in un tempo in cui fare politica a destra significava mettere in gioco la propria vita. Fratelli d'Italia ricorda quei tre giovani patrioti che sognavano un'Italia forte e libera. Non tornino mai più quegli anni maledetti, verità e giustizia per Franco, Francesco e Stefano", ha dichiarato Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia.   "La Procura della Repubblica di Roma non ha mai voluto individuare gli assassini di Bigonzetti e Ciavatta nonostante ci siano tracce evidenti per risalire ai gruppi dell'attivismo dell'estrema sinistra di Roma sud, transitati nelle Brigate Rosse. Io accuso i vertici della magistratura per questa colpevole inerzia. Gli assassini -aggiunge- sono facilmente individuabili, perché non vuole si dare loro un volto e un nome?", ha dichiarato il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri.

Antonini: "Nessuna aggressione, nessuna telecamera rotta"

“Nessuna aggressione: nessuno è stato sfiorato, nessuna telecamera è stata rotta. La mia era solo una legittima rimostranza contro una mancanza di sensibilità, dopo che avevamo già chiesto ai presenti di allontanare telefoni e telecamere per rispetto di tre ragazzi il cui brutale omicidio dopo 42 anni resta ancora impunito. Il video è stato tagliato e non mostra le decine di volte in cui abbiamo chiesto cortesemente alla giornalista di rispettare quel momento di silenzio e alla polizia di allontanarla. Il presente di Acca Larenzia non è una manifestazione politica, è una commemorazione funebre che si ripete negli anni sempre uguale a se stessa. A quelle vittime a cui lo Stato non ha saputo dare giustizia in quasi mezzo secolo sarebbe bello se riuscissimo almeno a lasciare la dignità di essere ricordate come loro avrebbero voluto", la versione di Antonini.

In passato è stato condannato per documento falso a un latitante

In passato Andrea Antonini è stato condannato assieme ad un altro esponente di CasaPound, Pietro Casasanta, per aver garantito la falsa identità a Mario Santafede, boss della droga arrestato nel 2008 a Barcellona dall'Interpol dopo quattro anni di latitanza. In primo grado Antonini è stato condannato a un anno.