“Romena di m…!”, la ragazzina viene sospesa e il padre picchia il preside

Una ragazzina insulta pesantemente una compagna di classe e viene sospesa. Il padre va a scuola e, nel corso della riunione con gli insegnanti, picchia il preside dell’istituto. In una classe di seconda media della scuola “Corrado Melone” di Ladispoli, due alunne cominciano a litigare fra di loro. Entrambe hanno solo undici anni, ma all’improvviso una delle due insulta l’altra con queste parole: “Romena di m., tua madre è una p. come tutte le romene, tu sei venuta qui a rubarmi il lavoro”. Le professoresse assistono alla scena, cercano di calmarla, ma la ragazzina insiste. Le docenti chiedono allora una riunione straordinaria del consiglio della classe per decidere quali misure prendere sul comportamento della studentessa. All'incontro sono presenti il preside, Riccardo Agresti, i professori, i rappresentanti dei genitori e i genitori delle due ragazzine. “La professoressa, però, non fa nemmeno in tempo ad iniziare a citare la Costituzione della Repubblica, che il papà della ragazza la interrompe”, racconta il preside in una lettera inviata al quotidiano locale BaraondaNews. Il racconto continua così:
“Quando il signore poi si alza minaccioso verso le due professoresse, ree di avere assistito al litigio delle due ragazze, la situazione degenera: mentre tutti restano ammutoliti ed inebetiti dalla reazione spropositata e volgare del papà e della sua signora, questi insultano le docenti, le minacciano di andare a casa loro a picchiarle, gettano in aria tutto ciò che trovano sul tavolo, a cominciare dal portatile che ha sfiorato di pochissimi centimetri il volto di una docente. Fra una defecazione e l’altra viene chiarito dai signori che alla “Melone” nessuno è vero “patriota” che l’Italia vera è rappresentata solo dai signori come loro che seguono il leader di cui sopra e così via defecando improperi ed epiteti irriferibili. All’ingresso della spaventata ragazzina, che avendo ascoltato il rumore degli oggetti lanciati in aria e le urla dei “signori” era entrata per timore che la madre sia stata picchiata, le attenzioni dei “signori” si rivolgono su di lei che rischia di prenderle solo perché è stata insultata dalla loro figlia!
Solo il “muro” creato dai vari professori, dal dirigente e dal rappresentante di classe ha impedito che le docenti o la ragazzina fossero colpite dal papà e dalla sua “signora”, anche se lo spintonamento di una cattedra ha rischiato di fare molto male a qualcuna di loro. Dopo una ventina di minuti di affermazioni tipo “io ho i soldi per cui non mi potrete fare niente!”, di insulti, minacce, volgarità, calci, spintoni, offese di ogni tipo e lanci di oggetti verso i presenti, nessuno dei quali ha proferito una sola parola per non cadere nella provocazione continua dei “signori”, questi finalmente decidono di andare via per “denunciare la Scuola””.
Il preside ricorda infine che da 4 anni il corso di lingua cultura e civiltà romena si svolge tranquillamente alla “Melone” fatti come questi non si sono mai verificati alla scuola di Ladispoli.